Sanremo 2019 vegan: la vecchia fattoria è senza animali

Durante una rivisitazione della celebre canzone del Quartetto Cetra sembra si stia per sfiorare la polemica, ma Virgina Raffaele “recupera”

sanremo vecchia fattoria vegana

“Nella vecchia fattoria” diventa vegan: è accaduto in prima serata, sul palco del teatro Ariston, durante la prima puntata del Festival di Sanremo 2019. Il celebre brano, interpretato storicamente dal Quartetto Cetra, è stato rivisitato in chiave “veg” durante uno scketch in cui i tre presentatori – Claudio Baglioni, Claudio Bisio e Virginia Raffaele – si sono esibiti insieme all’attore Claudio Santamaria in un omaggio allo storico quartetto di voci, interpretando le loro canzoni più celebri.

Tra queste, ovviamente, anche la popolarissima “Nella vecchia fattoria”, che racconta tutti gli animali presenti in una classica fattoria accompagnando ciascuno con il suono che riproduce il suo verso. Ma c’è un “ma”: alla fine dell’esibizione Santamaria prende lo smartphone e finge di aver ricevuto un messaggio da Franco, un amico vegano, che si lamenta dell’esibizione. La canzone, infatti, secondo Franco è “politicamente scorretta per gli animali”: la polemica sembra dietro l’angolo, ma il “pericolo” viene scampato grazie alla Raffaele, che propone di cantare una vecchia fattoria “vegana”.

Protagonisti della canzone non sono più gli animali ma piante, tofu, seitan e tempeh, in un tripudio degli alimenti vegani che più vegani non si può. Il vegan, dunque, è stato accolto in prima serata durante uno degli eventi televisivi più attesi e seguiti in Italia, e per una volta n’è uscito senza “ammaccature”: se più volte abbiamo constatato come la televisione non sia il luogo adatto per parlare di questa scelta alimentare (e di vita) – con esponenti della scelta “veg” sopraffatti numericamente e scimmiottati dalla controparte onnivora – questa volta l’atmosfera è apparsa decisamente più distesa. Il vegan c’è, esiste, ed è una realtà consolidata anche in Italia (come confermano i dati Eurispes 2019): se ne parla, anche se poco, e si comincia a considerarlo “la normalità” tanto da fare una piccola comparsa perfino durante il celebratissimo Festival della canzone italiana.

Print Friendly
0