Safran Foer a La7, sul consumo di carne: “Non aspettiamo i politici, non sono degni di fiducia”

Lo scrittore è intervenuto in tv per spiegare il perno centrale attorno al quale ruota la sua posizione sul tema del cambiamento climatico: il nostro ruolo come singoli

Safran Foer Piazza Pulita carne

“Dovrà diventare naturale per le gente mangiare meno carne o non mangiarne affatto, sarà solo questa la vera risposta della gente all’emergenza climatica”. Lo scrittore americano autore di “Se niente importa” e dell’ultimo saggio “Possiamo cambiare il mondo prima di cena“, Jonathan Safran Foer, ha spiegato la propria posizione in merito alla relazione fra crisi climatica e alimentazione in un’intervista durante la trasmissione “Piazza Pulita” in onda su La7.

“In un mondo nel quale abbiamo capito che non possiamo fidarci dei politici, è inutile aspettare che siano loro a guidarci nelle scelte: preferiremmo forse che fossero i governi ad imporci una legge con la quale si decide che dobbiamo mangiare meno carne? – e continua – Non importa quanto i politici e i nostro governi possano renderci più o meno facile l’impresa, la realtà è che le aziende possono produrre solo ciò che noi realmente compriamo, quindi oggi il vero problema non è il capitalismo bensì il consumismo”.

La teoria di Foer, perno del suo ultimo saggio, è che siano le scelte personali di ogni singolo individuo a determinare la possibilità di una vera soluzione dato che, come è chiaro dai dati scientifici, è il settore della produzione di carne e derivati a causare una delle maggiori dispersioni di Co2 nell’ambiente (la seconda causa, per esempio, nel nostro paese) e l’unico modo per arginare la questione è smettere di finanziare questo tipo di attività, puntando ad un’alimentazione a base prevalentemente o solo vegetale.

Ultimo in ordine di tempo è l’esempio della Dean Foods, la più grande azienda lattiero casearia degli Stati Uniti che ha dichiarato fallimento a causa del crollo dei consumi di latte vaccino sul territorio americano. In positivo è invece interessante vedere quante aziende anche produttrici di carne come la Tyson, stiano diversificando i propri investimenti proprio nell’area della produzione di proteine 100% vegetali.

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