Pediatri contro il vegan, SSNV: “La stampa mette a rischio la salute pubblica”

Bambini vegani rischi

Dopo quasi vent’anni di attività, la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, ancora sembra non essere un interlocutore abbastanza interessante per la maggior parte dei giornali e delle tv . Eppure sono più di mille i professionisti affiliati a questa rete e tutti loro sono esperti in tematiche legate all’alimentazione a base vegetale. Nonostante questo dopo la sentenza del TAR a Bolzano che ha detto “no” al menu vegan all’asilo nido (solo su basi burocratiche ed economiche e non scientifico-nutrizionali e alla quale è già stato presentato un appello) la stampa si è scatenata, riportando in auge le dichiarazione dalla SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) dello scorso settembre secondo le quali, “la scelta vegana e vegetariana non è consigliabile per i più piccoli, poiché inadeguata”.

Ecco perché il Comitato Direttivo della SSNV, ha inviato una lettera aperta alla stampa per fare una semplice domanda: perché gli esperti in nutrizione vegetale (fra i quali anche molti pediatri) non vengono mai interpellati per creare un contraddittorio reale alle affermazioni contro la scelta vegan? Domanda decisamente lecita. Nella lettera si elencano, punto per punto, le problematiche sollevate dalla SIPPS, confutandole.

1 – “La scelta vegana è eccessivamente restrittiva”

“Nella realtà – spiega la SSNV – è piuttosto la dieta standard onnivora e essere ben poco variata. Quest’ultima, infatti, si basa su una piccolissima varietà e quantità di cereali e verdure e su un ampio consumo di carne (anche dovessero derivare da animali diversi, la materia non cambia), latte in varie forme e uova. Vengono tralasciati i cibi fondamentali che compongono la tanto apprezzata, ma non più applicata, dieta mediterranea, cioè tutti i cibi vegetali.

2 – “La scelta vegana è povera di alimenti benefici e crea carenze di B12, ferro, proteine”

“Ancora – continua nella lettera aperte la SSNV – è la dieta standard onnivora a essere povera di alimenti benefici, visto che è composta da pochissimi alimenti vegetali, che tutte le linee guida indicano come salutari, e abbondi invece di molti ingredienti animali, che è risaputo sono da evitare. La dieta onnivora media è povera di vitamine, poverissima di fibra e troppo satura di grassi e proteine animali, le quali sono tutt’altro che “alimenti benefici”. La dieta onnivora media fornisce circa il doppio o triplo della quantità di proteine raccomandata, e l’eccesso di proteine animali causa gravi danni all’organismo. Una dieta 100% vegetale contiene una quantità di proteine più che adeguata, senza dover porre alcuna attenzione particolare.

3 – “La scelta vegana porta a carenze di ferro”

“Si tratta di una affermazione priva di fondamento: bisognerebbe poter dimostrare che l’anemia da carenza di ferro è più diffusa tra i vegan che tra gli onnivori. I dati in letteratura scientifica non hanno mai dimostrato una maggior prevalenza di anemia tra chi ha scelto un’alimentazione vegana”.

4 – La scelta vegana porta a carenze di B12

Partendo dal presupposto che la vitamina B12 non è presente in nessun cibo di origine vegetale e che, come sottolineato più volte dalla SSNV, va integrata anche dai vegetariani, viene sottolineato nella lettera che “gran parte della popolazione onnivora ne è carente, e che dovrebbe assumere un integratore (ma spesso non lo sa), e chi non è carente la ricava comunque da integratori, quelli che vengono usati nei mangimi degli animali, assieme però a un cocktail di farmaci e altre sostanze chimiche, somministrati regolarmente agli animali da carne”. La lettera ricorda inoltre che “le posizioni ufficiali delle associazioni di nutrizionisti che hanno davvero studiato la materia senza preconcetti, affermano che una dieta vegan è adatta a ogni età e a ogni fase della vita. Così assicurano la British Dietetic Association, la più antica organizzazione inglese che rappresenta dietisti e nutrizionisti e l’associazione di nutrizionisti americana Academy of Nutrition and Dietetics.”

5 – “La scelta vegan richiede un’integrazione”

“Le linee guida pediatriche danno indicazione di assumere integratori fin dalla nascita, per esempio quello di vitamina D, per tutti i bambini, indipendentemente dalla dieta. Allora perché l’assunzione di vitamina B12 è visto come un problema e quella di vitamina D no? Non c’è logica, e questo dimostra che si ragiona per preconcetti.”

6 – “Uova e latticini bastano per garantire l’apporto di B12”

La Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, spiega che questa affermazione mostra una lacuna importante nella formazione di chi sostiene che la scelta vegana non sia adatta: “Questa affermazione mette a repentaglio la salute dei latto-ovo-vegetariani e dimostra che si ignora non solo il contenuto nutrizionale di questi cibi, ma soprattutto le recenti raccomandazioni della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), nonché le linee guida dietetiche americane rivolte agli onnivori. Uno stato non ottimale della B12 è infatti evenienza molto frequente e trasversale a tutti i tipi di dieta.”

Infine nella lettera il Comitato Direttivo della SSNV mette in allarme su un problema molto serio, quello dell’obesità infantile nel nostro paese “Cosa dobbiamo dire di bambini che già a 8-9 anni sono obesi o in sovrappeso, hanno problemi di pressione alta, lipidi e colesterolo cattivo? Non si tratta certo di bambini che seguono una dieta a base vegetale. Meglio sarebbe forse preoccuparsi di fare una vera educazione alimentare presso le famiglie onnivore che inseguire spauracchi inesistenti per quelle vegane”.

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