SIPPS “Dieta vegana per i bambini inadeguata”, SSNV: “Negano l’evidenza, passi indietro pericolosi”

La lettura del dossier racconta di un allarme infondato con raccomandazioni che sono già note ma che rischiano di creare grossi danni

bambini-pranzo

“Dieta vegetariana e vegana inadeguate per i più piccoli”: questa la sintesi di molti titoli apparsi sui giornali italiani in riferimento al dossier di studio presentato a Mestre, pochi giorni fa, dalla SIPPS, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale. A fronte delle conclusioni del documento, la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, nata nel 2000, ha voluto chiarire la posizione di molte altre associazioni nazionali e internazionali sul tema.

Che cosa dice la SIPPS 

Il dossier pubblicato e disponibile anche online , si è posto come obiettivo, quello di “approfondire il problema dell’adeguatezza delle diete vegetariane relativamente alla crescita ed allo sviluppo neurocognitivo dei bambini, nonché dei loro effetti come fattori di esposizione (sia di rischio che di prevenzione) per le patologie trasmissibili e non trasmissibili e per i disturbi della condotta alimentare, sulla base della ricerca e della valutazione delle evidenze scientifiche ad oggi disponibili, condotte secondo criteri metodologici validati.” In poco meno di 100 pagine il documento, firmato anche da Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ed alla Società Italiana di Medicina Perinatale (SIMP), trae alcune conclusioni sulla possibilità o meno di seguire un’alimentazione vegetariana o vegana per donne in gravidanza, bambini neonati e bambini in età dello sviluppo.

Il documento spiega che l’inadeguatezza della scelta veg è da intendersi per:

  • “le diete più estreme e rigorose come le macrobiotiche e crudiste risultano povere di una serie di micronutrienti, che le rendono totalmente inadeguate ed inadatte ai bambini.”
  • Il rischio di assunzioni inadeguate e/o insufficienti di energia e di nutrienti è maggiore nelle fasi più sensibili della vita, come la gravidanza, l’allattamento, nei lattanti, nei bambini e negli adolescenti. Il rifiuto di assunzione di qualsiasi alimento animale aumenta la possibilità di carenze nutritive e quindi di patologie.
  • Per quanto riguarda tutta l’età pediatrica, infine, le diete vegetariane non supplementate devono essere considerate inadeguate a garantire un corretto sviluppo psicomotorio: le evidenze scientifiche dimostrano importanti esiti negativi a breve e lungo termine sul neurosviluppo da deficit di nutrienti, specificamente ferro, zinco e vitamina B12.
  • le diete LOV (latto-ovo-vegetariana) e vegana sono inadeguate al corretto sviluppo neuro-psico-motorio del bambino. In particolare la carenza di vitamina B12, DHA e ferro che può ad esse conseguire, è in grado di provocare danni irreversibili al sistema nervoso.

La sintesi, quindi è chiara e soprattutto non nuova: la scelta vegetariana e vegana nei bambini deve essere ben pianificata, ma soprattutto seguita da professionisti qualificati. Ma, c’è un ma, che viene ben evidenziato dalla SSNV nel suo comunicato stampa, inviato a tutte le testate cercando di ottenere un diritto di replica quanto mai necessario.

Cosa risponde la SSNV – Società Scientifica di nutrizione vegetariana

La dieta vegetariana standard – si legge – include l’assunzione di un integratore di vitamina B12 da sintesi batterica (lo stesso tipo di integratore che viene utilizzato in quantità ben maggiori nei mangimi degli animali d’allevamento). La carenza di vitamina B12, lo ricordiamo, è frequente anche nelle diete onnivore, nonostante i mangimi degli animali d’allevamento ne siano addizionati.” Il pericolo sottolineato da SSNV è chiaro: il documento della SIPPS assume una posizione negativa “basandosi su una preoccupante mancanza di conoscenza dell’argomento e mettendo a rischio la salute delle famiglie vegetariane, che potrebbero cercare informazioni presso fonti non qualificate, se vedessero la loro scelta rifiutata dai professionisti della nutrizione. Il documento SIPPS non è congruente con le posizioni ufficiali espresse, da decenni, da importanti associazioni scientifiche e nega l’evidenza di migliaia di bambini vegetariani, nati da madri vegetariane (tra cui molti vegani) in ottima salute.”

L’errore di fondo del documento SIPPS, – continua la SSSNV che conta un comitato scientifico composto da un comitato scientifico presieduto dalla professoressa Luciana Baroni  e composto da una rete di circa 1000 professionisti in materie biomediche su tutto il territorio italiano  – dunque, è che, anziché selezionare e valutare gli effetti di una dieta vegetariana standard, esso analizza diete che, pur se definite “vegetariane”, nei fatti non corrispondono assolutamente a diete vegetariane standard ottimali. Importanti associazioni scientifiche segnalano da decenni i benefici e la salubrità delle diete vegetariane, mentre il Position Paper della SIPPS conduce a conclusioni del tutto non congruenti con la letteratura scientifica in materia”.

E’ da ricordare infatti che a sostenere la salubrità di una scelta vegetariana e/o vegana sono:  l’American Academy of Pediatrics, l’Academy of Nutrition and Dietetics, la British Dietetic Association, la Società Italiana di Nutrizione Umana SINU, e il Ministero della Salute nei suoi “Quaderni della Salute”. Inoltre pochi mesi fa è stato messo online il documentario “Bambini vegani meravigliosi” realizzato da Veggie Channel con la collaborazione della stessa SSNV che racconta le storie di decine di famiglie che hanno scelto, senza problemi, un’alimentazione a base vegetale per i proprio bambini.

La necessità di una replica sulle principali testate nazionali da parte di SSNV è legata ad una preoccupazione reale e concreta: “Anziché educare i pediatri su quelli che sono i criteri base di una dieta vegetariana standard, in grado di rispondere a tutte le esigenze nutrizionali di organismi in crescita, il documento spinge pericolosamente i pediatri italiani a comportamenti di opposizione e conflitto con i genitori vegetariani, persone ben consolidate nella propria scelta e spesso molto bene informate in materia. Non stupiamoci quindi se – continua SSNV nel suo comunicato – non trovando risposte qualificate, alcuni genitori possano cercare risposte dai vari guru che si prodigano, senza alcuna formazione specifica e spesso senza alcun titolo abilitante, in consigli e raccomandazioni non affidabili. I responsabili dei futuri eventuali casi di problemi nutrizionali in bambini che seguano diete non equilibrate sono questo documento e i suoi autori.”

Print Friendly
0