Musica vegan: Cristian Iannuzzi “La musica è confronto, no ai ghetti”

Cristian Iannuzzi, fondatore, interprete, autore di musiche e di quasi tutti i testi dei” The Jaygles” ci parla un po’ di lui e dei progetti del gruppo.

cristian-iannuzzi“The Jaygles”  è un progetto musicale che nasce nell’estate del 2008 con  lo scopo di arrangiare e produrre i brani del cantautore Cristian Iannuzzi. Negli anni l’artista ha coinvolto una serie di musicisti, amici e non, che si sono resi disponibili a collaborare con il progetto.

Precoce musicista veg, Cristian…
Suono la chitarra da quando avevo 14 anni. Sono diventato lacto-ovo vegetariano a 28 anni e dopo due anni vegano. Le motivazioni sono principalmente etiche. Sono da sempre animalista e ad un certo punto della mia vita non sono più riuscito a convivere con l’ipocrisia di rispettare alcuni animali e mangiarne altri. Ora ho 42  anni e quindi, a conti fatti, sono vegano da più di 12 anni.

La musica è buon un tramite per promuovere e spiegare  l’alimentazione vegana o vegetariana?
La musica è musica. La musica è arte. Una mia composizione spesso nasce nel momento più inaspettato e per i motivi più impensati o per nessun motivo, come dopo un litigio o mentre sto preparando un caffè.  Poi per come la vedo io la musica è condivisione di un’emozione o uno stato d’animo col mio prossimo, con chi avrà voglia di ascoltarmi. Ed  in questo senso sicuramente la mia musica in genere può anche avvicinare delle persone a prendere consapevolezza di un mio  punto di vista etico, e della serenità d’animo che può dare la scelta di escludere alimenti animali  dalla propria dieta alimentare. Ma questo può riuscire soltanto se chi  ascolta è predisposto a recepire il messaggio. E questo può andar bene  tanto per la musica quanto per qualsiasi altra forma di espressione artistica.

I musicisti che lavorano con te devono essere veg?
Il mio modo di interpretare lo stile di vita vegano non consiste nel ghettizzarmi, scegliendo di frequentare e di condividere la mia esistenza e le mie passioni soltanto con le persone che la pensano come me. Sono convinto infatti che nella commistione di idee, di modi di essere e di vedere il mondo vi sia della ricchezza. Ma a mio parere la vera sfida sta nel confondersi, mischiarsi ed interagire proprio con chi invece non conosce e non condivide la mia scelta di vita.

Confronto e dialogo, quindi?
Confrontarsi con gli altri dimostrando che noi vegani non siamo adepti  di una strana setta di fissati per gli animali e che non ci sentiamo  per niente un’élite di persone superiori che vogliono convincere a  tutti i costi il prossimo a diventare come noi, sta proprio qui la nostra sfida per essere realmente presi sul serio. A mio parere, bisogna smetterla di aggredire il prossimo che non la pensa come noi. Quindi, per tornare alla domanda: no, non tutte le persone che contribuiscono alla musica dei “The Jaygles” aderiscono al mio stile di vita vegan. Ma forse grazie all’adesione del mio progetto e grazie all’esperienza che alcuni musicisti hanno fatto con la mia musica, qualcuno di loro ha  cominciato a chiedersi se sia giusto continuare a mangiare animali  morti. E questo per me è già un ottimo traguardo.

Nel vostro prossimo cd sono presenti cenni sulla scelta etica vegan?
animals songIl prossimo CD dei “The Jaygles”, un mini Cd che conterrà 6 brani più una special track cioè “Animals Song”, è un progetto musicale basato su alcuni  miei brani ispirati alla mia compagna di vita, anche lei vegana, che, dopo 8 anni di relazione, fra pochi mesi sposerò. Ho deciso di  investire un po’ del mio tempo e dei miei soldi per arrangiare e  registrare in studio alcuni brani che nel tempo avevo composto per lei e che descrivono alcune fasi belle o meno belle della nostra relazione. Nessun brano parla specificatamente della scelta etica vegana. Anche se forse ogni brano è intriso del nostro modo di vivere  e di rapportarci col mondo e che deriva anche dalla nostra sensibilità  nei confronti degli altri esseri viventi. Ad ogni modo in nessun brano  dei”The Jaygles” si potrà mai trovare qualcosa che tradisca le nostre  convinzioni etiche. Per cui la nostra musica è cruelty-free, anche  quando non lo manifestiamo sfacciatamente.

Francesca Paolillo

 

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