Menu vegano a scuola: come richiederlo

Bambini vegan a scuola

E’ possibile chiedere un’alimentazione veg a scuola per i proprio bambini? Vegolosi.it ha interpellato Carlo Prisco, avvocato ed esperto di vicende legali che riguardano alimentazione e stile di vita vegani. Ecco quindi un vademecum, nell’obiettivo di aiutare tutti i genitori veg che intendono iscrivere i propri figli in un istituto scolastico in cui è previsto il servizio mensa.

A chi rivolgersi?

Innanzitutto, è fondamentale comunicare la propria scelta all’istituto. Lo si deve fare al momento dell’iscrizione presso l’ufficio di competenza: in molti casi, a scuola o in Comune ci sono dei documenti che i genitori possono compilare per dichiarare le proprie volontà. In ogni caso, è sempre opportuno informarsi preventivamente all’iscrizione, chiedendo presso la segreteria dell’istituto scolastico. Questo perché formalmente il servizio mensa delle scuole pubbliche afferisce al Comune, ma la sua gestione concreta spetta alla scuola, dunque al preside.

Quali documenti devono compilare?

Le Linee guida del Ministero della Salute sulla ristorazione scolastica (e la successiva nota integrativa del 2016) sono molto chiare: non è richiesta alcuna certificazione per menu particolari, basta la semplice richiesta. Qualunque altro documento richiesto dalla scuola o dal Comune rappresenta dunque un abuso, che i giudici hanno recentemente definito come atto discriminatorio (questo vale, soprattutto, nel caso in cui la scuola richieda documenti di sana e robusta costituzione: questo avalla la discriminazione, nonché la convinzione che l’alimentazione veg sia dannosa per gli individui).

Cosa dichiarare?Mamme che compilano documenti in una scuola

Come detto, basta la semplice richiesta. Al suo interno occorre dichiarare con precisione la propria scelta, e in alcuni casi anche cosa il proprio figlio può mangiare. Soprattutto nel caso di scelta vegana, infatti, è opportuno precisare in cosa consista e quali prodotti siano da escludere, sia per chiarezza delle informazioni sia perché non tutti conoscono nel dettaglio le caratteristiche di questo tipo di alimentazione. Questo elemento è fondamentale per qualsiasi eventuale iniziativa giudiziaria.

L’istituto scolastico può rifiutarsi di accontentare la richiesta dei genitori?

No, non può. L’istituto non può rifiutarsi, anche se questo accade molto spesso. Nella stragrande maggioranza dei casi, il rifiuto non è assoluto ma condizionato alla presentazione di certificati medici, menu stilati da professionisti. Si tratta, in questi casi, di documenti totalmente inutili a questo scopo, nonché – come sono stati definiti dai giudici – discriminatori.

Se questo accade, cosa possono fare i genitori?

Il primo passo è una diffida formale, anche tramite un legale. Se questo non è sufficiente, occorre passare alle vie legali: si può intraprendere una causa per chiedere che un giudice si pronunci, imponendo a chi di dovere di accogliere la legittima richiesta genitoriale.

Com’è la legge a riguardo?

La legge sostiene i genitori, ma più in generale chi decide di rispettare per sé e i propri cari un’alimentazione vegetariana o vegana. È espresso più che chiaramente nella Costituzione. L’articolo 2, ad esempio, sancisce i diritti inviolabili, cioè quell’insieme di legittime aspettative ed esigenze che ciascuno ha diritto di coltivare, nel rispetto dei diritti altrui. L’articolo 3 impone la rimozione degli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini. L’articolo 21 riconosce il diritto di manifestazione del pensiero attraverso qualsiasi mezzo. L’articolo 30 impone il dovere morale dei genitori di educare i propri figli, riconoscendo loro il diritto di trasmettere i propri valori morale. L’articolo 32, infine, incorpora il diritto alla salute tra quelli fondamentali ci ciascun individuo.

Le Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica, pubblicate nel 2010 dal Ministero della Salute, sottolineano la necessità di differenziare i menu in relazione alla tipologia e necessità degli utenti, riconoscendo in particolare l’obbligo di garantire il diritto degli utenti con particolari esigenze sanitarie ed etico-religiose di accedere ai servizi senza discriminazioni. In particolare, a pag. 22 delle suddette Linee di indirizzo, si legge che: “Vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori”. La legge, quindi, è chiaramente dalla parte dei genitori.

Domenico D’Alessandro

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