Sperimentazione scientifica senza animali: in Piemonte approvata la legge

Borse di studio ai ricercatori all’estero e istituzione di comitati etici: il Piemonte si muove verso un futuro più etico ma l’abolizione della vivisezione è ancora lontana

L’Italia fa i primi passi concreti a sostegno della ricerca senza animali. In Piemonte è infatti stata approvata una proposta di legge, voluta dal M5S, che “promuove metodi sostitutivi finalizzati all’eliminazione dell’uso di animali a fini sperimentali, scientifici o didattici“.

Un esempio per le altre Regioni

Alcuni punti importanti riguardano l’istituzione da parte delle Università e degli Istituti scientifici di comitati etici oltre che il supporto, tramite borse di studio, a tutti gli studenti universitari che scelgano di formarsi in atenei all’estero che insegnino metodi sostitutivi e senza uso di animali.

La scelta è quella di investire sulle nuove leve della medicina in modo che il cambiamento parta proprio dagli studenti: “Finalmente si investe sulla formazione dei giovani ricercatori per attuare quel cambio di mentalità che consentirà di superare la sperimentazione sugli animali” ha affermato Francesca Frediani, capogruppo 5 Stelle in Regione e prima firmataria della legge. “C’è ancora poca consapevolezza dell’esistenza di un’alternativa, domina il modello tradizionale che però prevede la sofferenza degli animali e spesso si rivela meno efficace. Non si tratta solo di etica, ma anche di evoluzione della ricerca.

Si spera ora che la nuova legge, sostenuta anche dalla LAV, possa fungere da esempio positivo per tutte le altre regioni a favore di un futuro più etico: “Auspichiamo che gli enti pubblici comincino a credere in tipi di ricerca più moderni che non contemplano l’uso di animali e hanno validi fondamenti etici e scientifici”, ha concluso Francesca Fedriani. Non dimentichiamo che nel 2016 sono stati utilizzati oltre 600.000 animali da laboratorio solo in Italia e che “i test condotti sugli animali sono per la maggior parte dei casi di scarsa rilevanza perché non sono specie-specifici”, parola di Susanna Penco, ricercatrice dell’Università di Genova che da sempre lavora nel campo della sperimentazione medica senza l’utilizzo di animali.

In realtà anche Lombardia, Abruzzo e Toscana si sono già dotate di leggi che prevedono la riduzione del ricorso alle cavie, ma la regione Piemonte è la prima a investire concretamente risorse in tal senso: verranno infatti stanziati 100.000 euro all’anno per il 2018 e il 2019 e 150.000 euro per il 2020 per la formazione di studenti in varie università europee. “È fondamentale che la ricerca senza animali sia finanziata da soldi pubblici, senza lasciare sole le associazioni protezionistiche” ha commentato Gian Marco Prampolini, presidente della Lega Antivivisezionista Leal.

Davvero un segno positivo?

Molto però c’è ancora da fare. Infatti, come ricorda Bartolomeo Biolatti capo dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Torino, “la sperimentazione animale è obbligatoria per legge prima di introdurre sul mercato un nuovo farmaco”.

Quella che quindi viene comunemente chiamata “vivisezione” è ancora ben lontana dall’essere abolita nel nostro Paese e ciò che rende questa proposta di legge innovativa è piuttosto il cosiddetto Principio delle 3 R:

  • Refinement, raffinamento delle condizioni sperimentali per ridurre al massimo la sofferenza provocata all’animale.
  • Reduction, riduzione del numero di animali utilizzati (soprattutto roditori e conigli ma anche primati in alcuni casi).
  • Replacement, completa sostituzione degli animali con metodi alternativi come scopo ultimo.

Come nota Michela Kuan,  responsabile LAV Area Sperimentazione senza Animali, sono “gli ostacoli culturali” oltre che “la mancanza di fondi” i veri nemici del cambiamento definitivo verso un futuro realmente etico.

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