“Gunda”: il film prodotto da Joaquin Phoenix, mostra quello che non sappiamo sugli animali – Trailer

Bianco e nero e nessuna musica: un documentario definito “ipnotico e potente” dalle prime recensioni. Ecco chi è Gunda

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La gente non vuole guardare polli, maiali e mucche, ecco perché mi sono detto, ‘No no, farò quello che non vuoi vedere'”. Nel documentario del regista russo Victor Kossakovsky “Gunda”, presentato in questi giorni al Festival del Cinema di Berlino, troviamo un messaggio semplicissimo: se conosci gli animali che solitamente consideri cibo, comprendi chiaramente che non dovrebbero essere considerati tali e smetti di mangiarli.

Che cosa è “Gunda” o meglio “chi è”

“Gunda” è un documentario di 90 minuti in bianco e nero girato dal regista russo presso una fattoria in Norvegia. Per alcuni mesi la troupe ha seguito una scrofa, “Gunda” che è stata immediatamente riconosciuta dal regista come perfetta protagonista del suo progetto: “Abbiamo Meryl Streep. Questa è quella giusta, ha un’espressione così potente. L’abbiamo trovata” ha spiegato di aver pensato Kossakovsky in un’intervista rilasciata a Berlino al giornale online IndiWire.
L’obiettivo del documentario, completamente senza musica o effetti speciali ma solo con rumori ambientali, è quello di mostrare la vita, le emozioni e la “routine” degli animali che solitamente consideriamo far parte della categoria “da reddito” ossia, più semplicemente, “da piatto”.

Il regista ha spiegato di non voler passare dal canale emotivo dello shock: niente macellazioni, niente sangue, niente violenza ma solo perché di questi documentari ce ne sono davvero già molti. E allora ecco che la strada è mostrare la verità: le attenzioni di una madre, Gunda appunto, per i suoi cuccioli, la loro socialità, il modo di interagire non solo fra di loro ma anche con altri animali della fattoria come polli e mucche, anche loro co-protagonisti dei 90 minuti.

I cuccioli di Gunda, nati durante le riprese

Che cosa c’entra Joaquin Phoenix?

Il documentario è stato rilanciato da moltissimi media internazionali soprattutto a causa della presenza nei i titoli di testa del nome dell’attore premio Oscar Joaquin Phoenix come produttore esecutivo, ma il progetto, va detto, era partito senza di lui. Sono stati i collaboratori e gli amici del regista Kossakovsky a spingerlo a mandare il film a Phoenix dopo aver ascoltato le sue parole al discorso di ringraziamento alla cerimonia delle statuette dorate. “Dice esattamente quello che dici sempre tu – hanno detto gli amici al regista russo – fagli vedere il film!”. Phoenix ha visto il documentario e ha immediatamente deciso di sostenerlo dopo averlo apprezzato moltissimo: “La sua reazione è stata incredibile” ha spiegato il regista. Questa collaborazione è chiaro che ha come obiettivo quello più importante, ossia garantire al film la massima copertura mediatica e la massima diffusione possibile.

Le reazioni al documentario

Le recensioni, anche se poche, dedicate al film del regista russo autore nel 2018 di un altro documentario “muto” ma dedicato alla potenza e alla bellezza dell’acqua, “Aquarela”, sono tutte buone. Il documentario viene definito potente, ipnotico e fonte di grande riflessione. Il regista, che dice di essere stato probabilmente “il primo vegetariano della Russia sovietica” dopo la sua amicizia con un maiale nella fattoria di famiglia (poi ucciso per le “feste” di Natale), ha lavorato sulla semplicità e su un messaggio chiaro: “Gli esseri umani non dovrebbero mangiare gli animali” come ha ribadito in un’intervista. Si racconta anche che più della metà del team che ha lavorato alla realizzazione del documentario abbia scelto, alla fine delle riprese, di non mangiare più carne.

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