Futuro alimentare: curiosità fra gli stand

Futuro alimentareLa redazione di Vegolosi non poteva mancare alla fiera “Futuro alimentare” organizzata presso le Officine Creative Ansaldo di Milano. La fiera, organizzata su due piani, accoglieva una quarantina di stand di produttori e realtà del territorio italiano che si distinguono per l’attenzione al biologico, al chilometro zero, al benessere e all’innovazione nel campo alimentare. Non molto grande lo spazio in cui si sviluppava la fiera, ma la concentrazione di produttori e realtà interessanti ha messo in secondo piano alcune carenze organizzative e di comunicazione dell’evento.

Partiamo con la presentazione al pubblico di una nuova tipologia di zucchero integrale, il Gualamerah di Bali. Si tratta di un dolcificante ottenuto dalla linfa dei fiori della palma da cocco (la cocos nucifera, non quella da cui si estrae l’olio di palma). Dalle inflorescenze incise di questa pianta, si ottiene una linfa che viene raccolta in coppette, cotta e poi ridotta, una volta solidificata, in panetti di colore marrone scuro. Triturato, sminuzzato o ridotto i grossi grani, questo dolcificante possiede aromi incredibili e il saccarosio presente è solo il 63% del totale. Alcuni studi in corso, stanno verificando, inoltre, l’impatto glicemico di questo dolcificante che sembrerebbe molto basso.

Fra i produttori c’è anche chi si occupa di mantenere vivi i grani antichi, coltivazioni autoctone che possiedono caratteristiche specifiche di digeribilità, sapore e qualità. Il progetto si sviluppa in varie regioni d’Italia, dalla Lombardia, passando per il Veneto e arrivando alla Sicilia: l’obiettivo è quello di coltivare grani con una resa minore rispetto a quelli che vengono utilizzati per i prodotti “commerciali” ma che garantiscono proprietà organolettiche degne di questo nome.

Fra gli stand anche quello dedicato al Ganoderma Lucidum, un fungo conosciuto in Cina per le sue proprietà officinali. La polvere ottenuta da questo fungo viene utilizzata all’interno di caffè, cioccolate, e tè ad altissima resa (ed anche ad altissimo prezzo).

Ed infine, ecco anche lo stand dedicato al bambù, ma non certo come complemento d’arredo, bensì come alimento. Vegolosi ha scoperto con immensa curiosità che esiste un bambuseto (così si chiama la piantagione di bambù) a Cravenzana in provincia di Cuneo. Qui si producono germogli sott’olio, una crema spalmabile e una tisana dal profumo delicatissimo.

Insomma, una bella iniziativa, forse non abbastanza pubblicizzata per il largo pubblico, ma interessante e intelligente, perché è dalla consapevolezza della ricchezza alimentare che può nascere una nuova cultura del cibo.

Federica Giordani

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