Vitelli torturati nella “Disneyland del latte”: un’indagine sotto copertura senza precedenti – Video

Siamo in Indiana e qui un operatore sotto copertura ha mostrato con immagini riprese di nascosto gli abusi incredibili subiti dagli animali della “idilliaca” fattoria americana

Indagine-vitelli-Fair-Oaks-farm

Mike McCloskey le chiama “le ragazze”: sono le 15 mila mucche che fanno parte della Fair Oaks Farm, una delle più grandi industrie del latte di tutti gli Stati Uniti, il cui partner di distributivo è Coca Cola e che viene definita la “Disneyland del turismo agricolo”.
Le “ragazze” e i loro vitelli vengono abusati, picchiati e torturati e a dimostrarlo sono arrivate le immagini dell’inchiesta dell’associazione animalista Animal Recovery Mission (ARM) che dall’agosto al novembre del 2018 è riuscita a far assumere uno dei suoi attivisti all’interno della struttura con sede nell’Indiana. Il risultato sono immagini terribili, come sempre.

Una delle immagini dell’inchiesta: gli animali vengono abusati in ogni modo

Il video mostra chiaramente gli abusi subiti dalle mucche e dai vitelli perpetrati da alcuni dei lavoratori della struttura: calci, pugni, alimentazione forzata e condizioni di vita terribili, tanto che alcuni vitelli muoiono anche solo per il caldo asfissiante che affrontano nei box in plastica nei quali sono confinati dopo essere stati separati dalle madri dalle quali poi si munge il latte.

Immagini che non sono del tutto nuove, come tipologia di abusi documentati, da quelle realizzate da molte altre associazioni animaliste in giro per il mondo e che continuano a raccontare come lo sfruttamento a scopo economico degli animali sia in moltissimi casi in stretta correlazione con abusi, torture e vessazioni.

La navetta che trasporta i turisti all’azienda per il tour: il biglietto costa 20 dollari

La parte più incredibile dell’inchiesta, che è stata presentata alla stampa americana il 4 giugno scorso e che è possibile leggere in tutta la sua completa documentazione online, è la messa in chiaro non solo delle atrocità subite dagli animali, ma della completa sconnessione fra l’immagine idilliaca e turistica sfruttata dalla Fair Oaks Farm e quello che invece si nasconde dietro le quinte. Il sito e i video dell’azienda americana mostrano famiglie e bambini in gita presso la “fattoria” con tanto di navetta pezzata bianca e nera che permette alle famiglie di scoprire come si produce il latte: vitelli adagiati nella paglia, operaie che danno il biberon ai vitelli, cartelli colorati e tanti peluches di maiali e mucche da acquistare nello shop. Eppure le immagini realizzate da ARM raccontano una verità, durissima, molto diversa.


IL VIDEO CONTIENE IMMAGINI FORTI 



Richard Couto,
fondatore di ARM nel video del quale è voce narrante spiega:

E’ tutta una menzogna quella che vi viene raccontata da Fair Oaks Farm. L’unico modo per fermare tutto questo è condividere le informazioni, rendersi consapevoli e smetterla di comprare latte, latticini e carne. Create un’onda che parte da internet e fate in modo che la vostra voce venga ascoltata.

Secondo le fonti internazionali le inchieste sull’azienda sono già partite, non solo per maltrattamento animale ma anche per uso e smercio di sostanze stupefacenti da parte degli operai (immagini anche queste mostrate nel video).

La risposta dell’azienda

Fair Oaks Farm, attraverso le parole del suo fondatore McCloskey, ha risposto al video pubblicato da ARM. Pur prendendosi tutta la responsabilità delle azioni, viene segnalato che si tratta solamente degli abusi perpetrati da 5 lavoratori e che fortunatamente ARM “ha fatto luce su un’area grigia della nostra azienda. E’ uno shock per noi – continua McCloskey – scoprire che sotto la nostra sorveglianza, abbiamo avuto dipendenti che hanno mostrato disprezzo per i nostri animali, per i nostri processi produttivi e per lo stato di diritto”. Inoltre il fondatore dell’azienda ha detto di aver già proceduto al licenziamento degli operai e che ha contattato personalmente Richard Couto “per discutere di una relazione più simbiotica”, ma che non ha ancora ricevuto una risposta.

Purtroppo l’area grigia di cui parla McCloskey non è un’area. L’industria del latte, anche se non è detto che implichi la torture con calci e pugni sugli animali, prevede sempre lo sfruttamento degli animali, non esiste un modo diverso per produrre questi alimenti. La scelta è facilissima e, di nuovo, è nelle mani dei consumatori che possono decidere di porre fine a tutto questo smettendo di acquistare prodotti di origine animale.

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