Trentino: “No vegetariano nelle mense dei bimbi”, dietologa contro il Ministero

“La carne piace e contiene elementi fondamentali per la crescita”: la consulente dietologa Patrizia Ziviani vieta il menù vegetariano nelle scuole di Rovereto e Vallagarina

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“La carne è un alimento indispensabile per la crescita del bambino, e non è possibile introdurre un menù vegetariano ne tantomeno vegano nelle mense scolastiche”, parola di Patrizia Ziviani, dietologa e consulente nell’elaborazione dei menù per le mense scolastiche tra Rovereto e Vallagarina (TN). Un’affermazione che certo stride con quanto predisposto dal Ministero della Salute appena un anno fa.

Menù vegan a scuola: il quadro

Dopo aver sancito ufficialmente tramite una pubblicazione redatta in occasione di Expo 2015 che l’alimentazione vegana e vegetariana è sana, completa e offre “una riduzione della mortalità per tutte le cause”, il Ministero della Salute aveva prima abolito l’obbligo di presentare certificati medici per i bambini che volessero consumare a scuola pranzi vegan e, qualche mese dopo, a completamento di questa prima disposizione, aveva messo al bando la possibilità di vietare il menù vegan nelle scuole.

Nella nota della Direzione Generale per la sicurezza degli alimenti e la nutrizione si legge che i rappresentanti di Regione e Comuni che impropriamente sconsigliano o impediscono alle famiglie di far seguire ai loro figli un’alimentazione vegetariana o vegana a scuola “sono in contrasto con quanto stabilito dalle Linee Guida di Indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica sottoscritte sei anni fa anche da Regioni e Comuni, pubblicate in Gazzetta Ufficiale”.

Il caso trentino

Come scrive Trentino Corriere Alpi, riportando le parole della dottoressa Ziviani: “Al momento della preparazione dei menu per le scuole primarie, alcuni genitori avevano proposto di togliere la carne e il pesce dalla mensa dei bambini, ma non è stato possibile. Innanzitutto la carne piace, e poi è un alimento che contiene elementi fondamentali per la crescita, come la vitamina B2, indispensabile per l’emopoiesi, la formazione del sangue, e naturalmente il ferro. È vero che può essere sostituita con le uova e i farinacei, ma questi alimenti figurano già nei menu, e l’importante è proporre un’alimentazione variegata. La carne inoltre è presente sulle tavole delle mense una sola volta alla settimana, e, ripeto, è una pietanza che i bambini gradiscono. Discorso a parte è il valore etico della dieta vegetariana, ma queste sono scelte personali che non si possono imporre”. Mentre per dieta vegana viene suggerito al ricorso ad un pediatra nutrizionista in quanto si tratta di una “scelta molto radicale”. Via libera piuttosto alla dieta mediterranea che pone alla base frutta e verdura fresca di stagione, cereali e legumi ma non esclude carne e latticini, considerati indispensabili all’interno di una dieta “equilibrata” e “corretta”.

L’opinione del pediatra

Di opinione totalmente contraria il dottor Mario Berveglieri – medico pediatra specializzato in Scienza dell’Alimentazione – che ai microfoni di Vegolosi.it aveva spiegato qualche tempo fa che “la dieta vegana non solo è adatta in età pediatrica, ma è anche più salutare rispetto a diete di altro tipo. I benefici più evidenti sono ricordati dall’Accademia Americana di Pediatria e riguardano la rarità del sovrappeso e un più basso livello di colesterolo nel sangue nei bambini vegani”. E quanto alla tendenza di alcuni medici a sconsigliare o addirittura proibire la dieta vegana ai più piccoli, il professore la riconduceva a “un certo pregiudizio, dovuto soprattutto alla mancata conoscenza delle posizioni scientifiche aggiornate e della letteratura più recente. Anche la scarsa dimestichezza con la dieta vegan e i cibi che ne fanno parte potrebbero essere un motivo nascosto dietro a questa paura, nonostante si tratti comunque dei cibi che dovrebbero comporre il 90% dell’alimentazione di tutti”.

Serena Porchera

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