Decathlon, la caccia rimarrà uno sport “etico e responsabile”

Il marchio francese non cambia posizione: la caccia rimane uno sport. La proteste della LAV non hanno smosso il colosso.

Non sono servite le proteste, né le moltissime mail che sono arrivate all’attenzione della catena di abbigliamento e attrezzi per lo sport Decathlon. La posizione ufficiale del marchio è arrivata attraverso una comunicazione social sulla pagina Facebook del brand: “Il nostro marchio Solognac, che concepisce la maggior parte della nostra offerta per i cacciatori, ma anche per chi ama vivere nella natura, promuove una caccia etica e responsabile.”

Non è servita a molto quindi la mobilitazione indetta da LAV, per chiedere alla multinazionale francese di rimuovere abbigliamento e strumenti da caccia dai propri scaffali e dal sito di e-commerce. “Crediamo che essere cacciatore implichi una responsabilità forte – spiega Decathlon – nell’ingaggiarsi per il rispetto delle bio-diversità, in coerenza anche con le attività agricole e forestali”. Insomma anche per i negozi dedicati allo sport basta saper sparare in modo responsabile, in modo che i cacciatori diventino “sentinelle della natura”. Nonostante siano più di 150 le discipline che trovano spazio nei negozi a marchio francese nati nel 1976, pare che la caccia non possa perdere il suo ruolo, seppur parziale, come spiegato nel messaggio social.

lav la caccia non è uno sport

La reazione del pubblico è stata immediata: sono molti i like di approvazione sotto il post, in maggioranza rispetto a quelli di protesta, fra i quali anche quelli della psicologa Annamaria Manzoni: “Peccato: non sapete cosa significa prendere posizione – scrive – schierarsi, scegliere. E così facendo gettate la vostra indifferenza su tutti gli animali che contribuite a fare ammazzare.” Molti anche i commenti che non lasciano passare il binomio caccia-etica: “La caccia etica e giusta non esiste”.

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