Da macellaio a difensore degli animali: la conversione di Tom Regan

“Facevo a pezzi gli animali, ora li difendo”: la storia di un uomo che ha cambiato radicalmente la propria vita e il proprio modo di pensare per amore degli animali

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Classe 1938, americano, filosofo, ex macellaio; è stato tra i massimi sostenitori dei diritti degli animali e autore del manifesto chiave del movimento per la liberazione animale (“The case for animal right”): Tom Regan, morto il 17 Febbraio del 2017,  ha dedicato la sua vita di studioso alla battaglia etica per cambiare la visione specista che il mondo occidentale ha degli animali.

Nel 2009, in un’intervista avvenuta a Roma per la promozione del suo libro Empty Cages: Facing the Challenge of Animal Rights, rilasciata al “Corriere della Sera”, Regan spiegò come avvenne la sua conversione senza giri di parole e in maniera del tutto trasparente. “Non solo mangiavo carne, ma ho anche lavorato come macellaio. Ho fatto a pezzi animali, ho tagliato a fette la loro carne fredda perché questo era un desiderio crudele che avevo in me. So bene cosa vuol dire trattare gli animali come fossero blocchi di legno. Ma nel tempo mi sono reso conto che questo era un grande errore. Un passo alla volta, ho cominciato a interessarmi a quello che accadeva agli animali (…) fino a che un giorno mi sono svegliato e mi sono scoperto un difensore dei diritti degli animali. Questo è il mio percorso e dico che se ci sono arrivato io possono arrivarci tutti”.

Secondo Regan gli animali non-umani sono soggetti di vita, esattamente come gli esseri umani; se si accetta l’idea di dare valore alla vita di un essere vivente a prescindere dal grado di razionalità che questi dimostra, ne consegue che anche gli animali non-umani sono titolari di diritti morali inalienabili e quindi trattarli come un bieco mezzo per un fine significa violare tali diritti.

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A fronte di tali significative teorizzazioni Regan si rammarica di come nessun paese al mondo riconosca effettivamente pieni diritti agli animali. In effetti la protezione degli animali non costituisce di per sé uno degli obbiettivi dell’Unione Europea; tuttavia alcuni tiepidi passi avanti, grazie anche all’operato costante e coraggioso delle associazioni animaliste, anche in Italia, sono stati fatti. Valga per tutte la legge 20 luglio 2004, n.189, recante “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate” che ha profondamente modificato l’assetto normativo in tema di animali.

Molte sono inoltre le organizzazioni internazionali che si occupano di diritti degli animali con l’obbiettivo di favorire un vero e proprio “benessere animale” e che, a tale scopo, hanno emanato raccomandazioni e linee guida, come ad esempio la World Organisation for Animal Health (OIE) che ha definito gli standard di trattamento della fauna marina e terrestre. Certo è che la strada verso il pieno e totale animal welfare è ancora molto lunga.

In un’epoca in cui il dibattito pubblico sul riconoscimento o meno della dignità morale degli animali si fa ogni giorno sempre più acceso, Regan si professava ottimista sul futuro del movimento per i diritti animali che, a suo parere, procederà come una rivoluzione tranquilla, incentrata sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso tematiche sempre più difficili da ignorare in una società democratica e progressista. Se volete approfondire, vi consigliamo il suo libro “Gabbie vuote”.

Serena Porchera

 

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