“Clean meat”: libro inchiesta su chi sta lavorando alla carne in vitro

In un futuro l’uomo produrrà della vera carne senza lo sfruttamento degli animali: Paul Shapiro ci spiega come e perché nel suo volume “Clean meat”

clean meat

Quando Paul Shapiro, nel 2014, ha assaggiato il suo primo boccone di “carne pulita”, in quel momento più persone avevano fatto un viaggio nello spazio di quante avessero mangiato della carne (vera) coltivata al di fuori del corpo di un animale.

Vice presidente dell’associazione per i diritti animali Humane Society for the United States e co-fondatore di Compassion Over Killing, Shapiro è anche autore del saggio (in lingua originale) “Clean Meat: How Growing Meat Without Animals Will Revolutionize Dinner and the World“, che per primo esplora il mondo e il lavoro delle numerose start up che da qualche anno si dedicano a creare prodotti animali senza l’uccisione di animali.

“Carne pulita”: un lungo viaggio verso il futuro

Tutto ha inizio in un umido pomeriggio di agosto, quando Shapiro viene invitato da Andras Forgacs a fare visita alla sua nuova azienda, Modern Meadow: una start up avveniristica che produce carne e cuoio animale, ma senza animali. Il tutto avviene partendo da cellule animali coltivate in laboratorio. Shapiro, ormai vegano da oltre vent’anni, ha l’occasione di assaggiare, tra i primi al mondo, un boccone di carne di manzo sintetica in tutto e per tutto identica a quella vera. Non manca la riflessione sul suo essere vegano e sulla possibilità di tornare a mangiare questo tipo di carne, ma la vera domanda è un’altra: possono Modern Meadow e le altre aziende nel mondo che lavorano alla carne in vitro, portare i propri prodotti sul mercato in tempi utili e invertire la rotta dei danni causati dagli allevamenti?

Carne sintetica

Con un occhio sempre rivolto alla questione ambientale ed etica, l’inchiesta prende avvio presentando la storia, gli obiettivi e i risultati di alcune delle realtà più importanti in questo settore: tra queste spicca certamente Mosa Meat, che grazie al lavoro dei professori Peter Verstrate e Mark Post, nel 2013 è stata in grado di presentare (e cucinare) – in una conferenza a Londra – il primo hamburger sintetico al mondo, realizzato unendo 10 mila piccole strisce muscolari coltivate individualmente in un laboratorio dell’Università di Maastricht.

Non solo carne, però: il cammino verso prodotti animali “puliti” è lastricato di tanti tentativi, alcuni dei quali riguardano anche pelle, uova e latte sempre realizzati in laboratorio, non ancora presenti sul mercato ma destinati a rivoluzionarlo a breve. Perfect Day, per esempio, è una start up americana, fondata da due studenti poco più che ventenni, attiva dal 2014 per produrre “latte vaccino senza mucche“, partendo invece da microrganismi come lieviti e funghi.

Realtà innovative e importanti, che non a caso hanno ottenuto anche un grosso sostegno finanziario da parte di investitori: un segnale forte, che indica a chiare lettere come la “carne pulita” abbia poco o nulla a che fare con l’ideologia vegana ma molto, invece, con la necessità impellente di cambiare il modo di alimentarsi, di tutti. Una precisazione, infatti, è d’obbligo: come sottolinea più volte Shapiro nel suo libro, la “carne pulita” e  non è pensata per vegetariani e vegani nostalgici, ma piuttosto per quella maggioranza della popolazione che non ha intenzione di rinunciare alla carne.

Non un volume “per addetti ai lavori”, ma sicuramente un’inchiesta molto approfondita e dettagliata – frutto di anni di lavoro – per esplorare il panorama di quello che, con molta probabilità, sarà il cibo del futuro.

Paul Shapiro
Clean Meat: How Growing Meat Without Animals Will Revolutionize Dinner and the World
Gallery Books
€ 18,41

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