Celiachia e dieta vegetariana? Si può!

celiachiaCeliachia e dieta vegetariana? Si può. Anzi, per chi scopre di essere affetto da questa malattia, una vera patologia autoimmune che richiede un regime alimentare rigoroso e non permette eccezioni, la scelta veg può rivelarsi un aiuto importante per impostare una dieta naturalmente senza glutine. Perché chi è vegetariano spesso già conosce e usa in cucina cereali privi di glutine, come il miglio e la quinoa, in molti casi sconosciuti agli onnivori. L’importante è avere qualche accortezza, come evitare ingredienti che di glutine sono fatti e che vengono impiegati da vegetariani e vegani quali principali sostituti proteici della carne, come il seitan.

Se ne è parlato al Festival Vegetariano di Gorizia durante l’incontro “Celiachia e dieta vegetariana”. Vegolosi.it ha intervistato Stefano Martelossi, medico, responsabile di gastroenterologia e nutrizione della clinica pediatrica “Burlo Garofolo” di Trieste.

Dottor Martelossi, partiamo dai numeri. Quanti sono oggi i celiaci in Italia?

Sappiamo che i celiaci diagnosticati sono 135mila, ma sappiamo anche che il numero di celiaci in Italia in realtà è di 500mila. Quindi, ci sono ancora molti celiaci non diagnosticati. E il dato cresce ogni anno del 19%.

La celiachia, prima viene diagnostica, meglio è. Quali sono i sintomi e come è possibile oggi diagnosticare questa malattia?

I sintomi sono molto vari. Si va da quelli prettamente gastrointestinali, come diarrea, mal assorbimento, anemia, gonfiore e dolori addominali, a tutto quello che riguarda la patologia autoimmune, come tiroidite, diabete, stanchezza cronica, artrite reumatoide, affaticamento precoce. Inoltre, esistono delle categorie a rischio: chi ha familiari di primo grado affetti dalla malattia, pazienti con patologie autoimmuni e pazienti con patologie cromosomiche, come la sindrome di Down, nei quali l’incidenza della celiachia da 1 a 100 diventa di 10 a 100. In questi casi la celiachia va cercata. È importante farlo perché se non curata, la celiachia prima o poi si fa sentire e le possibilità di ammalarsi aumentano.

Ma la scelta vegetariana e quella vegana sono scelte possibili per chi soffre di celiachia?

Assolutamente sì. Non c’è nessuna differenza, dal punto di vista puramente nutrizionale, per un celiaco che sia vegetariano o vegano rispetto a un onnivoro. È vero che il celiaco vegano dovrà rinunciare ad alcuni degli alimenti della dieta vegana (penso per esempio al seitan) che sono fatti di glutine. Dovrà fare attenzione a quelli che possono essere i problemi legati alle vitamine, come la B12, e allo zinco, ma oggi sappiamo che è possibile farlo con una dieta ben equilibrata. Ma le due cose sono compatibili. Anzi, la scelta vegetariana o vegana può aiutare il celiaco a trovare cereali nuovi, a noi spesso sconosciuti, come la quinoa e il miglio, che possono aiutarlo ad avere una dieta naturalmente senza glutine.

Che consigli pratici possiamo dare a chi ha fatto la scelta vegetariana o vegana e soffre di celiachia?

Il primo è quello di cercare di fare naturalmente una dieta senza glutine, come per i celiaci onnivori, ovvero cercare di mangiare quello che in natura non contiene il glutine. E privilegiare questo tipo di cereali è una cosa che chi è vegano sa fare molto bene. Poi, ci sono i prodotti speciali, contrassegnati in commercio dalla spiga sbarrata. Chi è vegano potrà mangiarli perché molti di questi prodotti non contengono elementi di origine animale. In questo caso bisognerà fare un po’ attenzione perché sono prodotti ricchi di grassi polinsaturi, anche vegetali, che possono aumentare il rischio dell’ipercolesterolemia o la dislipidemia.

Chi soffre di celiachia può raggiungere uno stato di salute ottimale e una qualità della vita, anche dal punto di vista sociale, buona?

Dal punto di vista della salute, è certamente possibile. Prima viene fatta la diagnosi, meglio sarà per la salute. Il problema più importante è quello di avere una buona vita sociale: per questo è importante che non solo il celiaco sappia come e dove mangiare, ma anche che nella società questo problema sia conosciuto e quindi che il celiaco trovi il “gluten free” in ogni posto dove va a mangiare, dal ristorante alla mensa scolastica, perché possa seguire una dieta rigorosa e avere una vita sociale normale.

Silvia De Bernardin

 

 

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