La nuova “bistecca” vegetale stampata in 3D del ricercatore italiano Giuseppe Scionti

Novameat, azienda con a capo il ricercatore italiano, continua il suo lavoro di ricerca e già quest’anno potremo assaggiare il risultato del suo lavoro.

Solo un paio di anni fa Giuseppe Scionti raccontava ai nostri microfoni la sua nuova avventura: Novameat, la sua azienda che ha come obiettivo la produzione di alimenti completamente vegetali che simulino in tutto e per tutto la carne animale, era appena partita e ora, la nuova versione del suo prodotto troneggia sulle pagine dei maggiori quotidiani internazionali, come il The Guardian.

Ma che cosa succede? Facile, l’idea/invenzione del ricercatore Scionti, di base in Spagna a Barcellona, ha avuto un’evoluzione come lui stesso aveva previsto e la struttura, il gusto e la forma della “bistecca” vegetale 3D è sempre più convincente. Gli ingredienti, ossia una base di proteine vegetali che vengono estruse attraverso macchinari per la stampa tridimensionale, sono sempre gli stessi, ma è la struttura che cambia: “Abbiamo voluto partire dal ricreare la bistecca perché a mio avviso è un po’ il Santo Graal dell’alimentazione vegetale.Quando mangeremo questo prodotto? Ci sarà la possibilità di assaggiare la “bistecca” di Novameat in alcuni ristoranti in Spagna e in Italia già da quest’anno, mentre nel 2021 verrà avviata la produzione industriale.

Vogliamo fare meglio delle altre aziende – continua Scionti 33 anni, ingegnere biomedico – ma è chiaro che siamo tutti sulla stessa barca e con lo stesso obiettivo, fornire alternative valide e vegetali ai prodotti di origine animale perché è il pianeta che ne ha bisogno”.
Il ricercatore fa riferimento ad aziende come Impossible Foods e Beyond Meat che hanno attirato finanziatori in tutto il mondo, finanziatori che ora hanno bussato anche alla porta di Novameat rendendo sempre più vicino l’obiettivo, ossia rendere economicamente scalabile la produzione di questi alimenti vegetali, senza colesterolo, senza ormoni, gustosi e utilizzabili in cucina esattamente come quelli di origine animale. Al momento, come ha riferito Scionti al The Guardian, il prezzo di 50 grammi di carne stampata in tre dimensioni è di circa 1,50 dollari, praticamente come quella animale, ma “questa cifra diventerà più bassa nel momento in cui saremo in grado di produrre in modo più massivo”. Insomma, sembra proprio che la competizione con la carne “vera” (crudele e dall’impatto ambientale micidiale) sia aperta e che l‘aria intorno agli allevamenti sia sempre più pesante e foriera di brutte (ma in realtà, bellissime) notizie.

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