Allevamenti: un po’ di numeri

Impatto del consumo di carneQual è l’impatto del consumo di carne? Quanto “costa” al pianeta sostentare miliardi di animali da macello? E’ vero che per allevare animali e ricavare pascoli si disboscano intere foreste? Abbiamo raccolto un po’ di numeri…

Sull’impatto ambientale della zootecnia, ossia della produzione, allevamento e sfruttamento degli animali utili all’uomo, vi sono pareri contrastanti. Qualcuno addirittura minimizza le conseguenze sul pianeta degli allevamenti intensivi, sostenendo che, dato che in molti Paesi gli animali si nutrono prevalentemente a pascolo, il loro impatto sarebbe tendente allo zero. Il vero problema sarebbe l’agricoltura industriale, che “ruba” terreni alle foreste.

Oggi in molti sono concordi nell’affermare che non solo i pascoli consumano suolo prezioso per l’agricoltura stessa, inaridendoli e deturpando il paesaggio, non solo che la ricerca di nuovi terreni per far brucare gli animali distrugge ettari di bosco, ma anche che per integrare l’alimentazione di bovini, ovini e razze avicole si sottraggono, coltivandoli appositamente, cereali preziosi per l’alimentazione umana.

Il problema è molto complesso e risente anche di diversi altri fattori, come le previsioni di crescita demografica da qui ai prosimi decenni, la disponibilità di risorse idriche (agli sgoccioli in molte parti del globo), la capacità di adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici da parte delle nazioni del mondo, l’aumento esponenziale della richiesta di proteine animali (inclusi uova e latticini) soprattutto da parte dei Paesi in via di sviluppo, come la Cina.

Posto che non si possono negare le responsabilità del settore agricolo industriale e della crescita demografica degli ultimi 60 anni nella questione del riscaldamento globale, può la riduzione della richiesta di carne (oltre a costituire una scelta etica) ridurre anche i rischi ambientali?

Per rispondere, abbiamo raccolto un po’ di numeri, alcuni dei quali riportati anche in 9 miliardi di posti a tavola, ultima fatica di uno dei padri dell’ambientalismo, Lester Brown.

18 per cento: emissioni globali annue di CO2 attuali provocate dalla zootecnia intensiva, che produce un alto livello di rifiuti, un altrettanto alto utilizzo d’acqua e di terra (stime Fao)

65-80 per cento: percentuale stimata di responsabilità dell’allevamento intensivo nella deforestazione dell’Amazzonia (Fao)

24 per cento: superficie attuale del pianeta Terra occupato, direttamente o indirettamente, da bovini

75 per cento: sono le nuove malattie trasmesse dal contatto tra l’uomo e gli animali da allevamento intensivo dal 1999 al 2009 (Fao)

71 milioni: tonnellate di carne consumate dalla Cina nel 2012 (contro le 35 degli Stati uniti)

19,4 miliardi: sono i polli presenti sul pianeta nel 2010, con una crescita del 169% dal 1980 (Worldwatch Institute)

2 miliardi: gli ovini presenti sul pianeta nel 2010 (Worldwatch Institute)

1,4 miliardi: i bovini presenti sul pianeta nel 2010 (+17% rispetto al 1980, Worldwatch Institute)

1 miliardo di suini

35 miliardi: è il numero di polli stimato da qui al 2050 secondo i dati del Consultative Group on International Agricultural Research (Cgiar)

2,7 miliardi è la quantità stimata al 2050 di capre e pecore (Cgiar)

2,6 miliardi è il numero stimato di bovini nel 2050 (Cgiar).

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