Mondiali 2014: il cuore insanguinato, lo spot è scandalo

Adidas
“Durante la World Cup, darò il mio cuore per la causa”. Così recita lo spot dell’Adidas, uscito in occasione dei Mondiali 2014, ed è subito scandalo. Ma perché? Nella foto pubblicitaria della multinazionale tedesca vengono ritratti Lukas Podolski, Daniele De Rossi, Dani Alves, Diego Costa e Arjen Robben mentre stringono un cuore (probabilmente di bue) tra le mani insanguinate accompagnati dallo slogan: “During the World Cup, I will give my heart to the cause”.

La questione è emersa, in Germania, dopo che Lukas Podolsky, sul suo profilo Istangram, ha pubblicato le immagini pubblicitarie sostenendo e difendendo la sua scelta di posare per quella foto: “Non la trovo disgustosa. Questa foto mostra solo la mia promessa, la promessa di dare tutto per vincere i Mondiali”. Poi il tam tam mediatico, dalla Germania al Brasile, passando per l’Italia, ha scatenato la protesta in tutto il mondo: sono stati diversi gli attacchi contro Adidas, per richiedere la rimozione immediata dello spot.

“Non vogliamo certamente offendere la sensibilità delle persone – ha dichiarato Adidas rispondendo alle polemiche – Per questo Mondiale abbiamo voluto rappresentare graficamente i giocatori Adidas delle diverse nazionali pronti a dare il cuore per il proprio Paese. La campagna “all in or nothing”, infatti, è basata sul concetto di dare tutto per alzare la Coppa del Mondo. Si è voluto rendere le immagini più veritiere possibili – prosegue – per rappresentare la passione che giocatori e tifosi provano nei confronti della Coppa del Mondo. Il cuore è stato acquistato in una macelleria quindi disponibile ad uso alimentare. Gli animali sono stati macellati in linea con le normative”.

Sulla questione il gruppo animalista Four Paws si è espresso duramente: “Lui dice che darà il suo cuore per la Nazionale, ma in realtà quello che stringe tra le mani è il cuore di un animale innocente e non il suo. “Se voleva essere mossa pubblicitaria sensazionale, non hanno centrato l’obiettivo – ha proseguito il portavoce del gruppo – È già abbastanza brutto che gli animali vengano macellati per l’alimentazione, ma utilizzare un cuore, che gronda sangue, non è certo un buon modo di pubblicizzare una ditta di articoli sportivi.

In Italia, unendosi al coro per l’immediata rimozione dello spot, a esprimersi sulla faccenda è stato Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti,: “Questo manifesto pubblicitario di pessimo gusto non lascia spazio a dubbi. Il messaggio è promosso da persone, indifferenti e sadiche – sottolinea D’Agata – che stanno utilizzando una foto sicuramente non calzante con la cucina. Solo perché per lo Stato gli animali da macello non hanno diritti, non vuol dire che l’uomo possa ironizzare sulla loro morte. Farlo non è illegale, ma sicuramente è immorale.”

Possiamo considerare questa pubblicità l’ultima trovata strategica di marketing o il colosso tedesco si è dato davvero la zappa sui piedi? Ma in fondo, non è sempre valida la vecchia regola: “Bene o male, non importa, purché se ne parli?”.

Valentina Pellegrino

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