5 cose da non dire a vegetariani e vegani

vegani

Ogni tanto è giusto prendere un po’ in giro, sempre con grandi e amichevoli pacche sulle spalle, chi vede vegetariani e vegani come strani esseri viventi votati al sacrificio culinario estremo, coloro i quali, detto in poche parole, “non sanno cosa si perdono”, “Gli animalardi”, “I mangia tofu”, “I verduriani”, anzi no, “I vegardi”. Ecco, quindi, una sorta di classifica di quali sono le frasi che proprio non c’è verso di far andare giù a vegetariani e vegani, mai (e dico mai) nemmeno con una doppia centrifuga.

1 – “Ok, io rispetto te ma tu devi rispettare me e lasciarmi mangiare carne”. Ok, mettiamola così e sfatiamo un mito una volta per tutte: quando un vegetariano o un vegano si “palesa” (a tavola, al lavoro o a scuola) non sta per indossare i panni infeltriti del perfetto crociato per combattere la guerra verde votata ad eliminare dalle vostre dichiarazioni di indipendenza appese al frigorifero con la calamita di Burger King, la libertà di strafogarvi di bistecche, così come quando qualcuno vi dice “A me piace avere i capelli corti” nessuno vi obbliga a correre dal parrucchiere ad interpretare il soldato Jane.

2 – “Ma non sembri vegetariano/vegano”. Qui c’è un sotto testo crudele che recita più o meno così “Solitamente i veg sono… magri”. Oltre a dover ingoiare l’onta del disonore e la folata di cattiveria gratis che parte dal profondo a chiunque venga contestato il proprio peso o aspetto fisico, ecco, no, non è detto che vegani e vegetariani siano fratelli o sorelle veg di Kate Moss. Cellulite, rotolini-salta-cintura, occhiaie e company, possono accompagnare anche le nostre vite a base vegetale.

3 – “Si ma non lo farai mica per gli animali? Quelli che mangi sono già morti”. Notizia: non funziona proprio così, cioè, si, lo si fa anche per gli animali, e (guarda quanto altruismo…) anche per far star meglio il pianete su cui vivi pure tu, curioso essere dotato di foro parlante. Ci sono molte motivazioni alla base della scelta veg, ma non è il caso di spiegarle sempre nel dettaglio, soprattutto a chi parte dall’idea che mucche, maiali, polli, vitelli e chi più ne ha, più ne metta, si suicidino in massa, così, giusto per avere il privilegio di mettere il loro sederino carnoso sui nostri piatti di ceramica appoggiati a terribili tovaglie multi color.

4 – “Va bene tu, ma ai bambini cosa dai da mangiare?”. Ma che domande: niente. A volte del cartone (vegetale, ovvio) ondulato per merenda, ma solo se sono stati particolarmente buoni con mamma e papà durante la giornata. Oh che diamine: i bambini possono mangiare anche frutta, verdura, cereali e dolci veg  senza il rischio di odiare i genitori per sempre, scappare su un autobus verso la Louisiana e formare una band di rock alternativo indipendente dedita, nel tempo libero, allo svuotamento dei porta monete dei parchimetri della città.

5 – “Vorrei davvero vederti su un’isola deserta, senza mangiare e con un coniglio…”. La scena, lo capite da voi, è degna del miglior Sergio Leone. Ci siete voi, vestiti del vostro più folle appetito che fissate lui, il famoso coniglio grasso e dolce dell’isola sperduta dei vegani. Lui continua a fissarvi, lo fa con un’ aria di sfida non troppo celata (il furbetto…) ; voi continuate a fissarlo a vostra volta con la più grave crisi di coscienza dopo i tempi della scelta fra chi parteggiare fra Brenda e Kelly di Beverly Hills. Avete fame, tanta, ma sull’ isola deserta, lui, il coniglio, c’è, ma non ce la fai a trovare nemmeno l’ombra di una pianta, di un arbusto, un frutto secco… insomma non si è ben capito cosa diavolo possa aver mangiato questo coniglietto grasso fino a quel momento. Anzi, forse è andata così: lui, si, lui, ha mangiato tutto ciò che di vegetale c’era sull’isola mentre aspettava voi, il naufragio della barca e la vostra dannata scelta veg.

Federica Giordani

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