“Mangia con consapevolezza” Gary Francione ci apre gli occhi

Il saggio di Francione è un libro base, dedicato ai pilastri della cultura vegan e spiega un concetto fondamentale, quello della quiescenza morale

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Quasi tutte le persone a cui lo chiederete vi risponderanno di essere amanti degli animali; la maggior parte di queste persone, però, consuma anche abitualmente carne e prodotti di derivazione animale. Può sembrare una contraddizione, certo, ma a ben pensarci è la situazione in cui la stragrande maggioranza della popolazione al mondo vive il proprio rapporto con gli animali e l’alimentazione: una quiescenza morale, come la definisce Gary Francione, che ci porta a non tollerare la sofferenza inferta agli animali sotto i nostri occhi ma che, al contempo, ci permette di continuare a finanziare qualcuno che – negli allevamenti e lontano dal nostro sguardo – infligga immani torture e sofferenze a quegli esseri viventi che, di lì a poco, diventeranno un ingrediente delle nostre ricette.

È questo lo snodo attraverso cui si sviluppa “Mangia con consapevolezza – Analisi sulla moralità dello sfruttamento degli animali”, saggio di circa 130 pagine scritto a quattro mani, opera del filosofo e ricercatore universitario Gary Francione e di Anna Charlton, professore di giurisprudenza all’Università di Rutgers, fondatori della Rutgers Animal Rights Law Clinic, gruppo di assistenza legale sull’etica animale.

Che siate vegetariani, vegani oppure onnivori, trarrete sicuramente informazioni e interessanti spunti di riflessione da questa lettura. Ma niente paura: anche se gli autori sono dichiaratamente vegani e puntano su una riflessione che porti il lettore verso la scelta vegana, non c’è mai alcun tentativo di porre sotto accusa chi consumi carne e prodotti animali; al contrario, il solo scopo di questo libro è di dare al lettore gli strumenti necessari per giungere autonomamente a una scelta alimentare consapevole. Il presupposto da cui gli autori partono è semplice: quasi tutti riconoscono agli animali una valenza morale e, ancora, quasi tutti concordano nell’affermare che non è giusto sottoporre gli animali a sofferenze inutili atte a soddisfare il proprio piacere, divertimento o convenienza. Nessuno di noi, infatti, giudica accettabile – per esempio – un combattimento tra cani, perché il solo scopo di questa atroce attività è il divertimento di chi scommette sul suo risultato. Questi due principi, che nessuno di noi mette certamente in dubbio, dovrebbero bastare secondo gli autori a condurci verso un’alimentazione e uno stile di vita vegani.

Siete già vegani, quindi pensate che la lettura di questo libro non aggiunga niente alle vostre conoscenze. Sbagliato! Questo libro smonta, uno a uno, tutti i dubbi e le perplessità sull’alimentazione “veg”, domande che vi saranno state poste almeno una volta da qualcuno. Partendo dai più classici “da dove prendi le proteine?” o “se finissi su un’isola deserta cosa faresti?” fino ad arrivare a temi più complessi che toccano perfino la religione, gli autori analizzano tutte le obiezioni più comuni a una dieta vegana e, attraverso ragionamenti chiari, semplici e alla portata di tutti, arrivano a cambiare il nostro modo di vedere le cose e il nostro pensiero morale sugli animali. Viviamo in una sorta di “schizofrenia morale” che rende illusorio il nostro pensiero sugli animali, credendo che contino moralmente ma continuando comunque ad alimentare le loro sofferenze: questo, per gli autori, è inaccettabile ed è ciò che deve necessariamente condurci verso una dieta 100% vegetale.

Un saggio ricco, profondo e ben strutturato che si conclude ribattendo a una delle obiezioni più comuni all’alimentazione vegana: non c’è niente di estremo nel rispetto e nella compassione verso tutti gli esseri viventi; ciò che è estremo è considerare alcuni animali membri della famiglia e altri “cibo”, ciò che è estremo è ricercare e accogliere la pace nel mondo rendendo però la sofferenza e la violenza sugli animali una parte preponderante della nostra esistenza. Unica pecca di questo libro è, probabilmente, la traduzione in italiano non perfettamente riuscita.

 

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