Ivan, il gorilla del centro commerciale: la sua storia vera in un libro per ragazzi

Il diario di un Gorilla costretto a vivere nella cella di uno zoo privato. L’arrivo dell’elefantina Ruby che cambia tutto. Un romanzo tratto da una storia vera e dal quale è tratto il film di Disney+

Un diario scritto da un gorilla rinchiuso in una gabbia di un grande magazzino di Tacoma e costretto ad esibirsi ogni giorno. Pensieri, sentimenti, sensazioni e, infine, avventure. Tutto questo è: “L’unico e insuperabile Ivan” romanzo per ragazzi del 2012. Il film tratto da questa storia è approdato in Italia su Disney + lo scorso 11 settembre 2020.

La copertina italiana e quella americana del libro per ragazzi.

Chi è Ivan?

Scritto da Katherine Applegate, autrice statunitense di libri per ragazzi, in particolare di genere fantasy e avventura, questo romanzo ha ottenuto il prestigioso Newbery Medal, un premio letterario assegnato annualmente dalla Association for Library Service to Children, una divisione della American Library Association (ALA) che incorona l’autore del miglior libro americano per ragazzi.

La storia, ispirata a un fatto realmente accaduto nel 1995 nello Stato di Washington, racconta le vicende di Ivan, un gorilla che vive in una gabbia con alle pareti una giungla dipinta. Scritto in prima persona, come se Ivan appuntasse i suo pensieri sulla pagina di un taccuino, “L’Unico Insuperabile Ivan” è un romanzo in cui gli spunti di riflessione abbondano e si moltiplicano quando nella storia irrompe anche l’elefantina Ruby che mostra uno dei lati più crudeli della cattività: la separazione dei cuccioli dai genitori.

Sarà proprio Ruby a risvegliare in Ivan i ricordi del passato e a trasformare la sua vita. D’altra parte Ivan non è un gorilla come gli altri: tra uno spettacolo e l’altro, infatti, disegna. Con quest’animo d’artista, il gorilla fa presto a passare dall’accettare quella vita da recluso al chiedersi cosa ci stia facendo dentro a una gabbia per essere poi costretto a esibirsi ogni giorno, in favore di un pubblico urlante che tiene in mano bibite e popcorn.

Sono nato in un posto che gli umani chiamano Africa, in una fitta foresta equatoriale talmente bella che nessuna matita colorata potrà mai renderle giustizia.”

Il primo giorno di Ivan nello zoo che lo ospitò dopo la prigionia a Tacoma. Questa immagine ha ispirato anche una statua in suo onore che si trova ora davanti all’attuale zoo di Tacoma – La foto è tratta dal sito https://ivanthegorilla.org/

Il film, il libro

Rispetto al film, dove nessun personaggio risulta veramente cattivo e persino lo scorbutico Mack, il direttore del grande magazzino e del minuscolo zoo interno, ci viene presentato come un pover’uomo che cerca di sopravvivere al cambiamento dei tempi, il libro della Applegate è un più netto nella separazione dei personaggi e il concetto di sfruttamento degli animali emerge con maggior chiarezza.

La scrittrice americana, che attacca palesemente gli zoo privati, (particolarmente diffusi negli Stati Uniti) decide però di non prendere una posizione netta contro gli zoo in generale. Forse anche per questo opta per restare fedele alla storia a cui si è ispirata esaltando, come soluzione alla prigionia di Ivan e di Ruby (che non possono essere rilasciati in natura) la scelta dello zoo moderno dove gli spazi sono almeno più ampi e le sbarre un po’ più rare di quelle di un grande magazzino di Tacoma. Va detto che in effetti quello di Atlanta è considerato uno dei migliori al mondo, sopratutto perché a volte recupera animali detenuti dai privati in condizioni disastrose, anche se, naturalmente, lo fa principalmente per business. Alla fine uno zoo resta pur sempre uno zoo.

La storia narrata da Applegate, fatta di brevi capitoli suddivisi in paragrafi, è comunque incentrata sulla bellezza dell’amicizia, sul potere dell’immaginazione, sul significato del luogo chiamato casa e quindi, alla fine, il messaggio arriva forte e chiaro: gli animali dovrebbero vivere liberi.

La gabbia di Ivan all’interno del centro commerciale a Tacoma – Foto tratta dal sito https://ivanthegorilla.org/

La vera storia

I fatti che videro protagonista il vero Ivan come è facile intuire, sono molto meno edulcorati. Catturato  nel 1962 in Congo, quando era un cucciolo, viene trasferito negli Stati Uniti nel 1964. E qui subito venduto, insieme a una femmina, ad alcuni commercianti di animali selvatici che li rinchiudono in uno store di Tacoma. La femmina muore quasi subito e Ivan viene allevato dalla famiglia proprietaria dello store. Una volta divenuto troppo grande, ovviamente per lui non c’è più posto in casa e di conseguenza viene quindi trasferito nel magazzino del negozio. Non uscirà più per quasi trent’anni. A Tacoma comunque Ivan diviene in breve una vera e propria star e per vent’anni viene visitato da un pubblico adorante, che compra a prezzi esorbitanti i disegni che Ivan viene indotto a fare, del tutto incapace di comprendere che quella è una prigione. Solo il rischio della bancarotta, le proteste degli animalisti e la crescente sensibilità delle persone porteranno i proprietari dello store a regalare Ivan allo zoo di Atlanta, dove vivrà per 16 anni in un grande spazio aperto con altri gorilla. Ivan morì il 21 agosto del 2012.

Katherine Applegate
L’unico e insuperabile Ivan
Oscar Mondadori, 2012
euro 9,50

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