Dalla predazione al dominio: come abbiamo dichiarato guerra agli animali

Il concetto di “guerra agli animali”, una guerra non ufficialmente dichiarata, rimossa, spesso negata con sarcasmo quando se ne fa notare l’esistenza, eppure evidente nell’enorme quantità di vittime che produce ogni giorno, viene in questo saggio, dal titolo eloquente, ampiamente indagato attraverso tre snodi fondamentali: la religione, il diritto e la scienza.

Dalla predazione al dominio, scritto da Mormino, Colombo e Piazzesi è un testo destinato a restare negli annali, anche perché ha decretato la nascita del primo corso universitario in Human Animal Studies, divenendo manuale di riferimento presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Milano. Ancora oggi gli animali sono scarsamente considerati quando si vuol parlare di cose “serie” e questo libro nasce per dimostrare la necessità di andare in direzione opposta.

Gli animali sono ovunque

Analizzare e modificare il nostro rapporto con gli animali è divenuto più importante che mai: il Coronavirus sembra essere qui anche per ricordarcelo. D’altra parte gli animali sono ovunque intorno a noi e la filosofia, fin dagli albori, ha sempre cercato di decifrare l’ambiguo rapporto che con essi abbiamo costruito, basato principalmente sulla nostra supremazia. Così, seguendo la storia dell’ampliamento del nostro potere sul vivente, passando per tecniche, come la domesticazione e l’allevamento, che ci hanno permesso di soggiogarli, si arriva a comprendere grazie a questo saggio, al di là di ogni ragionevole dubbio, come le forme di dominio che abbiamo applicato nel corso della nostra storia costellata di sopraffazione, siano le stesse usate per tutti gli esseri viventi:

“Il presente libro intende studiare le modalità di questa guerra, che ha conosciuto fasi assai diverse e che ha prodotto profondissimi cambiamenti in entrambi i belligeranti: la guerra, secondo Hegel è l’inizio della storia e senz’altro gli animali non umani hanno subito, nel corso dello scontro con gli umani, mutamenti di immensa portata, che hanno accelerato processi evolutivi normalmente distesi su tempi assai più lunghi e ne hanno innescati altri interamente artificiali.…”

Una guerra che riguarda tutti

La guerra agli animali è una guerra che non risparmia nessuno, neppure gli esseri umani che si trovano dalla parte sbagliata della barricata e che, non è un caso, vengono spesso identificati proprio con gli animali, esattamente come accadde, tanto per fare un tragico esempio, ai Tutsi che, nel corso del genocidio del Rwanda furono soprannominati “scarafaggi”per rendere più digeribile lo sterminio a chi doveva materialmente compierlo.

Mormino, Colombo e Piazzesi, ci mostrano, nella prima parte del libro come, nella logica del sacrificio rituale, comune in ogni parte del mondo e in ogni periodo storico, sia riscontrabile un dominio volto a ingraziarsi una qualche divinità o una forza superiore, nonostante non ci sia, di ritorno, alcun riscontro in merito. Sacrificare animali sugli altari, non ha mai prodotto alcun beneficio.

Gli autori ci conducono poi in quei territori in cui diritti e doveri sono solo espressioni che riguardano il mondo degli umani ma che non hanno alcuna reale applicazione in chi viene considerato l’ultimo degli ultimi e non ha nulla da offrire se non il proprio corpo. Infine, nella terza parte del saggio, ripercorrendo dettagliatamente tutta la storia della filosofia che ha trattato la questione animale, passando dal considerarli oggetti meccanici a esseri senzienti, Benedetta Piazzesi analizza i due modelli teorici principali: quello anatomico e quello etologico, che ci permettono di capire come, nel corso dei secoli siamo (lentamente) arrivati a considerare, almeno in teoria, gli animali come soggetti portatori di “una vita”.

Un conflitto sempre più feroce

Purtroppo la guerra agli animali è ancora in corso e, per certi versi, si è fatta ancor più cruenta. Certamente più letale, se si considera l’enorme numero di vittime che va aumentando di giorno in giorno.

“Nella fase attuale la nostra capacità di controllo è sostanzialmente completa: facciamo nascere, vivere e morire un numero sempre crescente di animali, anche per lo spaventoso incremento demografico degli ultimi due secoli. Distruggiamo ogni anno miliardi di corpi viventi per nutrirci, abbigliarci, curarci o divertirci e un numero non minore muore come “danno collaterale” di processi come l’urbanizzazione e la deforestazione”.

Un testo fondamentale per fare una riflessione critica sulla nostra sete di dominio nei confronti dei più deboli: animali umani o non umani che siano.

Gianfranco Mormino, Raffaella Colombo, Benedetta Piazzesi
Dalla predazione al dominio: la guerra contro gli animali
Edizioni Libreria Cortina 2017
euro 21,00

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