Olio di cocco: la guida completa per utilizzarlo

Tra gli oli vegetali, quello di cocco è stato per lungo tempo circondato da una cattiva fama; invece è utilizzatissimo nella cura della bellezza e possiede molte importanti virtù per la salute

olio o burro di cocco

L’olio di cocco è un olio vegetale ottenuto a partire dalla polpa (o copra) essiccata e poi pressata della noce di cocco che è un frutto composto per il 65% del suo peso da grassi. A dispetto del suo nome si presenta in forma solida, piuttosto simile a un panetto di burro, e si fonde quando raggiunge la temperatura di 24°/25°; per questo va conservato al fresco soprattutto d’estate.

Proprietà

Circa il 90% dell’olio di cocco è rappresentato da acidi grassi saturi, principalmente acido laurico. Negli adulti l’acido laurico aiuta a rinforzare il sistema immunitario come confermato da alcuni studi secondo cui l’olio di cocco può prevenire alcune malattie parassitarie grazie alle sue proprietà antimicrobiche.  Contemporaneamente l’acido caprico agevola il funzionamento dell’apparato digestivo ed è un ottimo carburante per l’organismo.

Inoltre l’olio di cocco contiene discrete quantità di vitamina E e antiossidanti naturali che aiutano a proteggere i tessuti e prevenire l’invecchiamento precoce della pelle.

Insomma, fa davvero bene?

Perché le proprietà sopra elencate siano davvero efficaci per il nostro organismo, è necessario che l’olio di cocco sia di buona qualità, non idrogenato e non tagliato con oli diversi, che al contrario possono essere molto dannosi. Per questo è bene controllare la provenienza e verificare la qualità del prodotto in vendita per essere sicuri di assumere un prodotto benefico per la salute.

Sul mercato infatti è possibile trovare due tipologie di olio di cocco:
olio di cocco puro (o vergine), che non ha subito alcun tipo di intervento artificiale di raffinazione (pastorizzazione, idrogenazione o altro) e che quindi mantiene il profumo e il sapore del cocco inalterato, così come il contenuto di antiossidanti ed altre proprietà. L’olio di cocco puro è ricavato dalla copra ed è adatto a un uso cosmetico, per massaggi e per usi medicinali ma può essere anche consumato a crudo in cucina.

olio di cocco raffinato. Quest’ultimo è ricavato dalla polpa della noce di cocco essiccata e trattata con determinati procedimenti industriali, ossia una serie lavorazioni meccaniche e chimiche in conseguenza delle quali perde colore e odore, alcuni componenti come le proteine, ma non gli acidi grassi (quindi mantiene le proprietà antivirali). Non avrà il gusto e il profumo originale del cocco e in sostanza mantiene solo parzialmente le sue proprietà in cambio di un più lungo periodo di conservazione.

olio di coccoGli usi in cucina

In Sudamerica l’olio di cocco viene utilizzato moltissimo in cucina come condimento o per realizzare buonissimi dolci, perché considerato un alimento altamente nutritivo ed energizzante. Infatti siccome l’olio di cocco extravergine tende a essere un po’ dolce, si può ridurre la quantità di zucchero prevista per la preparazione di diversi dolci; inoltre l’olio di cocco freddo funziona particolarmente bene quando usato al posto del burro per la sfoglia delle torte e per gli impasti di questo tipo.

Uno dei principali vantaggi della cottura con olio di cocco è che ha un punto di fumo (punto in cui gli acidi grassi di un olio iniziano a degradare e si possono formare composti tossici) significativamente più alto rispetto alla maggior parte degli altri oli (177°), cosa che lo rende adatto per cucinare ad alte temperature (ad esempio nelle fritture).

È anche possibile utilizzarlo in frullati e succhi di frutta fatti in casa per incrementare il profilo nutrizionale, rendendoli più sazianti e migliorandone il gusto: qualche goccia di olio di cocco extravergine aggiunta a un frullato, a un tè, al liquore allo zabaglione o al cioccolato caldo è sufficiente per garantire i benefici che l’olio di cocco offre con il suo sapore delicato.

L’olio extravergine di cocco ha un sapore dolce che ricorda il burro dorato o il burro rosolato, quindi può essere ad esempio spruzzato sui popcorn per ottenere un’alternativa vegan a uno snack delizioso.

Un consiglio: se il sapore di cocco è troppo forte, lo si può mitigare mescolando l’olio di cocco con parti uguali di olio di sesamo e di olio d’oliva. In queste proporzioni, si può comunque ricavare la maggior parte dei benefici forniti dall’olio di cocco.

Nella cosmesi

olio-di-cocco
Applicato sul corpo sotto forma di creme ed unguenti, l’olio di cocco espleta la propria azione lenitiva ed emolliente donando elasticità e tono alla pelle arida; viene pertanto usato come idratante per il corpo e per il viso, come deodorante naturale e come rinvigorente per i capelli sfibrati o secchi.

L’olio di cocco fa parte di un vero e proprio campionario di prodotti per la bellezza: struccante, contorno occhi, crema da notte, scrub fatto in casa per i piedi, il corpo e le mani (mescolato con il sale o lo zucchero), maschera per il viso, crema depilatoria, olio da massaggio, detergente per il viso (mescolato con l’olio d’oliva), idratante labbra e balsamo labbra.

Inoltre può essere assunto sotto forma di integratore: due cucchiaini al giorno di olio di cocco aiutano ad accelerare la perdita di peso all’interno di un regime alimentare ipocalorico, a migliorare le abitudini del sonno e a favorire la lucidità mentale.

Dove comprare l’olio di cocco

L’olio di cocco non si trova facilmente in tutti i supermercati ma si può trovare nei reparti del biologico di quelli più forniti, nei negozi che vendono prodotti etnici, online e nei mercatini di alimentazione biologica.

I prezzi sono molto vari e dipendono essenzialmente dalla qualità (oltre ovviamente dalla quantità) di prodotto acquistato: 1 l di olio di cocco extravergine biologico di alto livello costa, online, in media 30 euro.

Due oli a confronto

Anche l’olio di cocco, come quello di palma, ha subito nel tempo una politica di boicottaggio e messa al bando ma, al contrario del secondo, è stato rivalutato dal momento che non comporta affatto gli stessi danni in termini ambientali e di onnipresenza nei prodotti da forno industriali del primo.

Enzo Spisni, docente di Fisiologia della Nutrizione all’Università di Bologna spiega a Il fatto alimentare che: “i due grassi sono differenti come composizione, ma è difficile stabilire quale sia migliore e quale peggiore dal punto di vista degli effetti sulla nostra salute“. Questo perché anche l’olio di cocco è pur sempre un prodotto con elevati livelli di grassi saturi e quindi sarebbe meglio consumarlo in quantità moderate.

“La campagna contro il palma” afferma Spisni, però “ha delle buone ragioni per essere sostenuta: la prima è l’esplosione nel suo utilizzo, che lo rende pressoché ubiquitario nei prodotti industriali, soprattutto quelli dedicati ai bambini. Inoltre vi è una questione ambientale legata allo sfruttamento, ma anche all’utilizzo massiccio di insetticidi nelle regioni umide dove cresce la palma da olio, che poi finiranno nei prodotti finali».

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