Coriandolo: la guida completa

Origini, proprietà, usi in cucina, consigli su coltivazione e conservazione e curiosità relative al coriandolo, una delle spezie più antiche al mondo.


 

 

C’è chi lo ama e chi lo odia: il coriandolo (noto in botanica come Coriandrum sativum) appartiene alla famiglia delle Apiecee, ha un fusto eretto (per non più di 60-70 cm di altezza) e piccoli fiori bianchi che appaiono all’inizio dell’estate, ma le parti più utilizzate sono i frutti/semi: di colore giallastro e ricchi di scanalature, sono la spezia che tutti noi conosciamo.

Origini

La parola latina coriandrum deriva dal greco e significa somigliante alla cimice: perché? Perché i frutti acerbi e le foglie del coriandolo emanano un odore sgradevole che richiama quello delle cimici. Originario del Medio Oriente o del Nord Africa da dove si sarebbe diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, il coriandolo è una delle spezie più antiche al mondo: i primi resti archeologici risalgono a 7000 anni fa ed è attestata dai tempi degli Egizi, che ne utilizzavano i semi per aromatizzare il vino.

Dove acquistarlo

I grandi supermercati, i negozi bio ma anche quelli etnici sono sicuramente i luoghi in cui è più facile reperirei semi di coriandolo; molto più complicato, invece, trovarli nelle botteghe sotto casa, dal momento che si tratta di una spezia ancora poco usata in Italia. Volendo, è possibile acquistare il coriandolo anche online, e il suo prezzo è abbastanza contenuto: circa due euro per 25 g di prodotto.

Proprietà

Il coriandolo combatte nausea, vomito, diarrea ed emicrania. Ha anche proprietà digestive, antibatteriche, disinfettanti (anti-congiuntivite) e antidolorifiche.

Usi in cucina

Il suo uso in cucina è testimoniato in tutte le parti del mondo (anche se in Italia non è ancora molto diffuso). Il coriandolo (e per coriandolo intendiamo i suoi semi), con il suo aroma delicato, non copre il gusto delle pietanze: si presta molto bene dunque, nella cucina veg, a insaporire zuppe, minestre, legumi (in Egitto viene abbinato ai fagioli) e verdure (in particolar modo cavoli e crauti), ma anche pane, confetti e biscotti (come da tradizione dell’Europa Centrale). E’ uno degli ingredienti del curry e, in generale, si accosta ottimamente con altre spezie: provatelo con timo o pepe per dare un tocco esotico a del riso bollito o con noce moscata per impreziosire il purè di patate. Capitolo alcool: il coriandolo è anche usato nella preparazione di liquori e digestivi (Gin, Chartreuse o per aromatizzare la birra).

Anche le foglie, comunque, possono essere utilizzate in cucina, nonostante l’odore molto forte che ne pregiudica a tratti la gradevolezza. Si possono consumare sia secche che fresche, a differenza dei semi: nella piccantissima cucina messicana, ad esempio, furoreggiano, mentre in Oriente sono molto usate come complemento dell’insalata. Un paio di consigli? Provatele con aglio e peperoncino o in un infuso: un vero e proprio toccasana per uno stomaco stressato dal cibo.

Coltivazione e conservazione

Quanto alla coltivazione, seminate in primavera direttamente all’aperto, in zona soleggiata e su terreno fertile e sciolto: verso luglio, quando i frutti sono quasi maturi, tagliate le piante, appendetele in luogo fresco e quando sono secche, battetele delicatamente e raccogliete i semi essiccati. Ad ogni modo si può procedere anche in vaso: quando le foglie tendono a diventare gialle è il segnale che è tempo di raccogliere i semi. Ma come si conservano? Interi, al buio, in barattoli di vetro con chiusura ermetica. Una volta macinati non conservano le loro proprietà a lungo: meglio quindi macinarli al momento.

Curiosità

Attorno al coriandolo aleggiano storie, aneddoti e leggende di ogni sorta: una di queste proviene da Plinio il Vecchio, il quale sosteneva che alcuni semi posti sotto al cuscino avessero la capacità di curare il mal di testa. E sapevate che il coriandolo e il finocchio non vanno d’accordo? Nel caso, seminateli distanti l’uno dall’altro (eppure appartengono alla stessa famiglia…). E sì, se ve lo stavate domandando, esiste una correlazione tra il coriandolo pianta e i coriandoli utilizzati a Carnevale: nel ‘500 era nata infatti l’usanza di rivestire i frutti di coriandolo con dello zucchero colorato – in occasione di matrimoni o festività in maschera – in modo da ottenere dei piccoli confetti variopinti.

In Le mille e una notte il coriandolo è citato come pianta afrodisiaca capace di provocare uno stato di ebbrezza simile a quello del vino. Un’altra leggenda, infine, vuole che macinare sette semi di coriandolo pronunciando il nome della persona desiderata con le parole Seme caldo, cuore caldo, mai siano separati porti a dei risultati incredibili: fate macerare la polvere ottenuta in acqua di sorgente, filtrate e somministrate il liquido mischiato a cibi o bevande alla persona che amate. Sarà vostro per sempre.

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