Susie, ex veterinaria che salva gli animali: “E’ conoscerli che cambia le cose” – VIDEO

Secondo Susie, tutto ha a che fare con la poca conoscenza che abbiamo degli gli animali: se li conoscessimo davvero, come accade con cani e gatti, tutto sarebbe diverso.

Secondo Susie Coston il motivo per cui la maggior parte di chi abita questo pianeta mangia carne è che non ha idea della straordinaria complessità psicologica e morale degli animali, degli “altri” animali. Non saranno le immagini rubate nei mattatoi, né quelle delle efferate violenze inflitte loro durante l’allevamento a cambiare la visione dei più: conoscere gli animali è la chiave, l’unica, per cambiare approccio, per capire davvero.

Susie Coston è un ex veterinaria, è americana eha stravolto la propria vita per diventare direttore nazionale del Farm Sanctuary, la più grande organizzazione negli Stati Uniti che, fin dal 1986, si occupa di salvare animali dagli allevamenti, donando loro una nuova vita. L’amore per gli animali è stato talmente forte che le ha dato anche l’energia di uscire da un brutto periodo di depressione. Ora le creature che incrociano il suo cammino hanno una seconda possibilità, anche quando il loro destino sembrava segnato.

Susie racconta le singole storie dei “suoi” animali con umorismo e grazia perché il suo obiettivo è fare in modo che per più persone possibili sappiano cosa significa accarezzare e giocare con un maiale, avere come amica una capretta, o fare qualche scherzo (ricambiato) ad un gallo. Si ricorda ogni nome, sa perfettamente ogni singola storia degli esseri viventi di cui si sta occupando. E’ stato Unbound Project, un portale multimediale ideato da un team di donne tra cui spicca la fotografa degli animali Jo-Anne McArthur, a raccontare la storia di Susie insieme a quelle di donne di ieri e di oggi che hanno dedicato la propria vita agli animali.

“Se conoscessimo davvero gli animali, non potremmo più mangiarli”

“Come tutte le persone, ognuno di questi animali ha un passato alle spalle – dichiara Susie – e la maggior parte di loro proviene da un luogo pieno di mancanze, ma una volta qui sono al sicuro. Sono convinta che se la maggior parte delle persone riuscisse a vederli per come sono davvero, non sarebbe più in grado di mangiarli“. Chiusi in capannoni angusti e lontani dagli occhi dei consumatori, gli animali diventano macchine al servizio dell’uomo senza che nessuno di noi sia più in grado di realizzare davvero da dove arrivino realmente la carne, il latte o le uova che portiamo in tavola.

Susie Coston

“Quello che cerchiamo di fare – continua Susie – è mostrare alle persone chi sono davvero questi animali. Quando i visitatori vengono qui al rifugio, spesso ci dicono ‘Non avevo idea di cosa ci fosse dietro a tutto questo‘ e questo ci dà la misura di quanto le persone siano realmente disinformate sull’argomento” afferma. Ecco allora la donna raccontare la storia di Alexander, un vitello che ha percorso 12 miglia per ritrovare la sua famiglia, oppure quella della “meravigliosa Faith“, una mucca abbandonata da un allevatore perché non produceva abbastanza latte.

“Quando ho iniziato a lavorare con gli animali – spiega Susie – mi sentivo persa, ero talmente tanto assorbita da me stessa e dalla mia condizione da non rendermi conto di quello che accadeva attorno a me; un dottore mi disse che avevo due opportunità, due strade da scegliere: morire o sopravvivere. Se non avessi trovato gli animali e non avessi iniziato a lavorare con loro, adesso non sarei qui. Avere a che fare con animali che hanno bisogno di aiuto e di cure mediche e che provengono da luoghi vergognosi, non solo ti consente di smettere di concentrarti esclusivamente su te stesso, ma permette anche di realizzare quanto in realtà tu sia fortunato“.

È possibile seguire Susie sulla sua pagina Instagram, oltre che supportare il Farm Sanctuary attraverso donazioni o opere di volontariato.

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