Slovenia: cuccioli di cinghiale salvati dai pompieri, il branco li assiste – VIDEO

Un gruppo di cinghiali si avvicina a un centro abitato e due di loro rimangono incastrati in un recinto: li salvano i vigili del fuoco, mentre gli altri assistono alla scena

Like us they care for each other, like us they defend one another.

A young boar got stuck in a fence, and the whole family turned up to see them set free.

Video via tvslowianin

Posted by Animal Resistance on Thursday, May 2, 2019

 

Una famiglia di cinghiali, un salvataggio da parte di una squadra di vigili del fuoco e, per fortuna, un lieto fine: questi gli ingredienti di una storia che arriva direttamente dalla Slovenia, dove due cuccioli di cinghiale sono rimasti incastrati con la testa tra le sbarre di una recinzione di un’area giochi per bambini. A rendere questo episodio ancora più fuori dall’ordinario è “l’assistenza” ricevuta dai piccoli da parte di tutto il branco, che è rimasto in attesa attorno alla recinzione fino alla fine dell’operazione di salvataggio da parte dei pompieri.

Le immagini mostrano inizialmente i due cuccioli chiusi nella recinzione, incapaci di trovarne l’uscita; da lì, il tentativo di passare attraverso un buco, che non si rivela affatto una buona idea: entrambi rimangono incastrati con il collo tra le sbarre e il branco all’esterno sembra capire che qualcosa non va, tanto che tutti – adulti e cuccioli – si avvicinano al punto in cui i due sfortunati sono immobili. Di lì a poco, l’arrivo di una squadra di pompieri, con tutta probabilità chiamati da chi assiste alla scena: qualche manovra scomoda, un po’ di pazienza e i cuccioli, fra strepiti e grida di paura, sono liberi di tornare dal branco, che si allontana compatto solo quando entrambi i cuccioli risultano sani e salvi. Una storia che ricorda da vicino quella del ratto grasso incastrato in un tombino, salvato da un gruppo di vigili del fuoco tedeschi.

“Invasione” di cinghiali: la situazione in Italia

Il video mostra chiaramente un branco di cinghiali selvatici in un ambiente “estraneo”, umanizzato, col quale fare i conti a fatica. Una situazione che non è lontana da quella nel nostro paese, dove secondo alcune fonti esisterebbe da qualche anno un’emergenza cinghiali“: i contatti con questi animali sono sempre più frequenti e non sempre privi di conseguenze (per gli animali ma anche per le persone). Lo scorso anno, per esempio, un esemplare in cerca di cibo varcò i cancelli di una scuola elementare di Palermo, seminando il panico tra i bambini e il personale scolastico. Dopo aver scorrazzato per un po’ nel cortile, fu abbattuto con un colpo di fucile.

Questo è il volto di un problema più ampio, rappresentato da uno squilibrio tra la popolazione di cinghiali sparsa sul territorio italiano (circa 1 milione, secondo Coldiretti, anche se non esiste un censimento preciso) e lo spazio che questi animali hanno a disposizione. Un problema al quale le regioni cercano di far fronte con abbattimenti selettivi, perché considerati un pericolo per la sicurezza della popolazione: non mancano gli incidenti causati da questi animali, l’ultimo in ordine di tempo ha visto coinvolto un automobilista sull’autostrada A1, che ha perso la vita, e altre 10 persone che sono rimaste ferite più o meno gravemente a causa di un gruppo di animali che ha occupato la carreggiata. Secondo WWF, però, questa situazione è “risultato di una pessima gestione faunistico – venatoria condizionata da precisi interessi della lobby dei cacciatori”.

Secondo l’associazione siamo di fronte a un problema che richiede un piano di intervento che non abbia come unico risultato l’abbattimento di questi animali: “La soluzione non è armare i cacciatori – dichiarano i portavoce dell’associazione – ma serve invece con urgenza una normativa nazionale sulla gestione della fauna selvatica condotta su serie basi scientifiche con l’utilizzo delle tecniche di contenimento numerico più efficaci, contrastando i conflitti d’interesse oggi presenti nella gestione della fauna selvatica”.

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