Pescetariani: una nuova specie?

PescetarianiNon è strano che nascano nuove definizioni intorno al tema delle scelte alimentari, non è nemmeno strano che queste nuove diciture portino a polemiche e a qualche stortura di naso. Questo vale più che mai per il termine “pescetariano” (o “pescetarianismo) che, secondo la definizione che ne fornisce Wikipedia consiste “In un tipo di regime alimentare che prevede l’astensione dal consumo di carne animale a eccezione di pesce e frutti di mare.” Niente carne animale, tranne quella dei pesci, insomma.

Sul web sono nati anche dei gruppi facebook, che raccolgono spunti ed idee per chi segue questo tipo di alimentazione, altri, invece sono ironici e accusano chi segue una dieta vegana di “ingurgitare insetti” mentre si respira, oppure di schiacciare molte forme di vita con i propri passi e quindi spesso la conclusione è facile: “Non siate ipocriti, mangiate anche pesce”. Sul web circolano anche immagini di una divertente t-shirt che recita “Proud pescetarian. Sorry fish”.

La polemica fra vegetariani/vegani contro pescetariani è aperta da tempo: il concetto su cui si basa la scelta di consumare solo carne di pesce e vegetali è che i pesci siano animali “diversi”, ossia che, pescandoli, non vadano incontro a forti sofferenze come invece accade per l’uccisione dei mammiferi, oppure che la fase del loro allevamento intensivo sia decisamente meno cruenta di quella dedicata a mucche, maiali e polli. Anche nel testo “La mia scelta vegetariana” scritto da Umberto Veronesi, dopo l’elenco delle qualità della carne di pesce, si legge: “Non si può non riconoscere, dal punto di vista etico, il momento di sofferenza subito dai pesci durante la cattura. Tuttavia fortunatamente a questi animali sono risparmiate le crudeltà connesse alle pratiche di allevamento”.

Anche Davide Oldani, rinomato chef, in uno dei suoi libri racconta la sua esperienza riguardo l’incontro con i “pescetariani”: “Si siedono e ti dicono: “Salve, io sono vegetariano” e mentre sei li che cerchi di spiegare cosa potrebbe mangiare, lo stesso ospite aggiunge: “Il pesce va benissimo”. Allora non è che sei un vegetariano, sei un pirla!”. Un punto di vista colorito ma interessante.

Sta di fatto che i “semi-vegetariani” o “Pescetariani” sono una realtà (forse piccola) che viene presa in considerazione anche da siti di incontri dedicati a vegetariani e vegani. Fra le opzioni di “scelta” infatti, compare anche la voce “Pescetariano”. Si tratta di un vero e proprio neologismo, tanto che anche il Devoto-Oli 2012 lo inserisce fra i nuovi termini della lingua italiana.

L’accusa di incoerenza è dietro l’angolo: come sempre è l’uomo a decidere quale specie e quale animale soffre di più o merita di finire nel piatto. Ognuno può decidere di mangiare quello che vuole, quello che lasca perplessi, però, è solo il presupposto specista che sta alla base della scelta pescetariana, nonché, nei casi estremi, la voglia di rientrare in una “categoria” quella dei vegetariani ma con delle eccezioni, e che eccezioni.

Federica Giordani

 

 

 

 

 

 

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