“Ecco perché chiediamo che gli animali diventino “esseri senzienti”

Perché è così importante cambiare anche una sola parola del Codice Civile? Abbiamo incontrato Alessandro Ricciuti, avvocato ed esperto di diritti animali.

Animali esseri senzienti

Una modifica al Codice Civile italiano, o meglio un adeguamento a quello che succede attorno alla nostra penisola, in Spagna, Francia, Svizzera, Portogallo. Alessandro Ricciuti, avvocato ed esperto in tutela e sostegno dei diritti degli animali, non ha dubbi sul fatto che la petizione lanciata debba raggiungere l’obiettivo. Una piccola modifica, parole diverse, ma che, nell’applicazione della legge e nella interpretazione delle sentenze, potrebbe significare molto.

Animal Law, associazione presieduta da Ricciuti, ha scritto una lettera aperta indirizzata al prossimo governo italiano, una comunicazione che si spera verrà supportata non solo dai cittadini attraverso una petizione apposita, bensì dai professionisti che Animal Law ha voluto coinvolgere per poter ottenere più risultati e più velocemente; avvocati, filosofi, giudici, psicologi, la lettera aperta aspetta le loro firme.

Ma perché è così importante che la legge parli di “esseri senzienti” riguardo gli animali? “Si tratta di un punto di principio ma soprattutto un appiglio giuridico pratico fondamentale, una sorta di piccolo passo assolutamente necessario per chiarire moltissime situazioni dubbie, sulle quali i giudici che si trovano ad applicare la legge, non hanno mezzi sufficienti per intervenire”. Facciamo degli esempi pratici. Nel caso di un veterinario che venga citato in giudizio perché con il proprio operato ha creato un danno o addirittura provocato la morte di un animale, se il giudice dovrà stabilire un risarcimento lo farà solo sulla base del valore del “bene”, dato che l’animale è considerato tale ma senza poter tenere conto di altri elementi “morali” che invece verrebbero garantiti dalla presenza della dicitura “esseri senzienti” nel Codice Civile. Ma non solo. Pensiamo agli allevamenti. Quando si deve tentare di intervenire in caso di maltrattamenti o abusi accertati sugli animali, lo strumento giuridico non è abbastanza “forte” per garantire pene giuste, ma gli animali da reddito essendo sempre proprietà e essendo considerati “cose”, non saranno garantiti nei loro diritti.

“Questa modifica – spiega Ricciuti – servirebbe ad innescare nei cambiamenti nella giurisprudenza, a mettere in moto dei meccanismi che, con il tempo, ci permetteranno di tutelare sempre di più gli animali.” Ma quali sono gli ostacoli che una simile richiesta sta incontrando sul suo cammino? “In verità – spiega l’avvocato -non c’è un vero ostracismo da parte di qualcuno o qualcosa, la verità è che il tema è lasciato solo in secondo piano, sembra non essere abbastanza degno di attenzione. Nei cassetti di Montecitorio languono decine di proposte di legge sulla tutela degli animali ma è l’opinione pubblica che deve premere. Il movimento animalista, in questo senso è fondamentale: tenere vivo il dibattito è importante e lo è anche portare firme “eccellenti” sul tema” conclude Ricciuti.

Nel frattempo, mentre la lettera aperta e le petizione aspettano le adesioni, Animal Law sta organizzando una serie di importanti incontri nelle università italiane. Il prossimo, aperto anche al pubblico, si terrà a Bologna il 9 Febbraio presso Palazzo Malvezzi nellaa Sala Armi della Facoltà di Giurisprudenza, in via Zamboni n. 22.

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