Mascherine e guanti gettati a migliaia nell’ambiente: un danno enorme

L’allarme lanciato da varie associazioni estere e italiane: “I danni che provochiamo oggi ce li ritroveremo domani”.

Quello che vedete nella foto qui sotto è Gary Strokes, è il co fondatore di Ocean Asia, un’associazione che si occupa di tutela dell’ambiente nata nel 2019 e che ha come obiettivo “investigare e scovare i crimini contro la fauna selvatica, assicurando alla giustizia coloro che distruggono e inquinano gli ecosistemi marini”. Quelle che mostra alla camera sono solo una parte delle mascherine chirurgiche che sono finite sulla spiaggia di una delle isole di Soko al largo della costa sud dell’isola di Lantau, a Hong Kong.

Non abbiamo solo a che fare con il virus, ma anche con questo”. Due volte al mese il team dell’associazione visita le isole per effettuare rilievi micro-plastici, nonché un’analisi più generale dell’accumulo di rifiuti sulla spiaggia e indagini sulla composizione dei detriti, alla ricerca di indizi sulla loro origine. “Quando improvvisamente si ha una popolazione di 7 milioni di persone – spiega l’associazione sul suo sito – che indossano una o due maschere al giorno, la quantità di spazzatura generata sarà notevole”.

Gary Strokes è fondatore di Ocean Asia insieme a Phelps Bondaroff

L’allarme lanciato anche in Italia

Il numero delle mascherine e dei guanti in lattice o in plastica che circoleranno nel mondo è incalcolabile e si tratta di rifiuti che non possono essere in nessun modo riciclati, come spiegato dall’associazione Plastic Free in una nota rilasciata all’agenzia Ansa: “Non dobbiamo diventare il nuovo virus del Pianeta Terra perché in un momento così difficile e di emergenza come questo, gettare guanti e mascherine a terra oltre ad essere poco igienico, è una forma di egoismo e una mancanza di rispetto verso il prossimo, non solo verso il Pianeta. In un periodo così difficile dobbiamo prestare maggiore attenzione alle nostre azioni quotidiane poiché i danni che provochiamo oggi ce li ritroveremo domani”.

Un guanto in lattice gettato a terra a Milano

Al momento le uniche informazioni che si hanno circa lo smaltimento di questi rifiuti arrivano direttamente dal Ministero della Salute che ha spiegato, per chi non è positivo al Covid-19 e quindi è in salute, di gettare guanti e mascherine nella raccolta indifferenziata e di gestire la raccolta differenziata come sempre. Al contrario per chi è positivo ed in isolamento  “I rifiuti non devono essere differenziati, vanno chiusi con due o tre sacchetti resistenti e gli animali domestici non devono accedere nel locale in cui sono presenti i sacchetti”. Quello che certamente non va fatto è gettare a terra i rifiuti, di nessun tipo, specialmente se plastici come mascherine, guanti ma anche bottigliette etc.

Va ricordato, ancora una volta, che una delle sicure cause della pandemia che stiamo affrontando è proprio il nostro comportamento nei confronti della natura: i rifiuti che finiscono nei terreni e poi in mare, sono causa di modifiche sostanziali della biodiversità e quindi, a catena, possono provocare danni enormi. Come ha spiegato la virologa Ilaria Capua: “Non possiamo essere sani in un ambiente malato“.

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