Maiali uccisi a martellate: indagine shock in un allevamento di Ancona – Video

Siamo in provincia di Ancona e le immagini mostrano maiali uccisi a martellate, percossi a calci, pugni e con spranghe di ferro, afferrati e lanciati come oggetti; Essere Animali lancia la petizione per far chiudere l’allevamento

ATTENZIONE: IMMAGINI MOLTO FORTI
Sconsigliamo la visione ad un pubblico sensibile

Aggiornamento delle ore 16.00

Come riportato in queste ore dalla stampa, il video divulgato dall’associazione Essere Animali ha fatto scattare il blitz da parte dei carabinieri forestali nell’allevamento protagonista della vicenda. I militari hanno ispezionato la struttura per cercare ulteriori indizi contro i proprietari dell’allevamento, sequestrando carcasse di animali e alcuni attrezzi utilizzati per picchiare gli animali. Secondo indiscrezioni, però, ci sarebbero state già ammissioni di colpevolezza da parte del personale addetto alla mutilazione degli animali (come la castrazione) senza averne le qualifiche mediche necessarie.

Se le accuse fossero confermate, il proprietario dell’allevamento – di origini piemontesi e già denunciato in passato per inquinamento ambientale – rischierebbe la reclusione fino a due anni.


Ennesima investigazione shock da parte dell’associazione animalista Essere Animali, ancora una volta in un allevamento di suini che rifornisce il consorzio del Prosciutto di Parma, una delle eccellenze italiane nel mondo: siamo in provincia di Ancona e le immagini sottratte da un attivista in incognito sono davvero agghiaccianti.

Una scrofa uccisa a colpi di martello, in un’agonia protratta per oltre mezz’ora prima della morte; scrofe gravide prese a calci e lavate con un’idropulitrice direttamente sul muso; suinetti sollevati dalle orecchie e lanciati come se fossero sacchi; maiali presi a calci e percossi con sbarre di ferro, costretti a muoversi sempre tramite l’uso di un pungolo elettrico; decine di maialini morti accatastati in contenitori di plastica o negli angoli, come spazzatura (nella foto qui in basso).

maialini morti nei secchi

Crediti foto: Essere Animali

Queste sono solo alcune delle aberrazioni documentate in questo allevamento, già denunciato alle autorità competenti e ribattezzato dall’associazione “l’allevamento degli orrori” e per il quale si richiede la revoca delle autorizzazioni e la successiva chiusura.”Riteniamo che le brutalità documentate costituiscano purtroppo la prassi all’interno di questa azienda, come confermato anche da alcuni operatori filmati mentre protestano per il trattamento inferto agli animali” dichiarano i responsabili dell’associazione animalista.

maiale ucciso a martellate allevamento italiano

Crediti foto: Essere Animali

La raccolta firme per far chiudere l’allevamento

Secondo Essere Animali, queste immagini sono la prova di due reati diversi commessi tra le mura di questo allevamento: quello di uccisione di animali (art. 544-bis c.p.) e quello di maltrattamento di animali (art. 544 ter c.p.), oltre alle specifiche violazioni alla normativa di protezione dei suini. Per questo motivo, oltre alla denuncia, l’associazione ha disposto una raccolta firme – che sarà consegnata alla Procura di Ancona, all’Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche, al Ministero dell’Agricoltura e al Ministero della Salute – perché si proceda urgentemente alla chiusura dell’allevamento in questione.

“La giustizia deve fare il suo corso, che auspichiamo sia breve – dichiarano i portavoce di Essere Animali – ma di fronte a queste immagini vergognose le Istituzioni devono mandare un segnale. Chiediamo che all’allevamento siano revocate le autorizzazioni e per i colpevoli di simili crudeltà l’interdizione dall’esercizio dell’attività. Oggi infatti chi viene condannato per maltrattamento può comunque tornare ad allevare o lavorare con animali“. Una situazione tremenda, che però non rappresenta l’unico caso: nonostante la produzione del Prosciutto di Parma sia regolamentata da norme severe, Essere Animali documentò, nel 2016 e nel 2017, situazioni simili – fatte di abusi, maltrattamenti, percosse e strutture illegali – in altri allevamenti sul nostro territorio.

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