Boris, senza denti per gli scatti dei turisti

Boris è l’ultima vittima del bracconaggio e del business del turismo: privato dei denti, non potrà più fare ritorno alla Natura

loris lento

Si può asportare i denti a un animale selvatico per permettere ai turisti di farsi con lui le foto? E’ accaduto a Boris, un esemplare maschio di Lori lento (Nycticebus coucang, per intenderci il piccolo Mordino del film Dreamworks “Madagascar”), che è diventato suo malgrado una calamita turistica per foto ricordo.

Lo scioccante abuso è stato raccontato dall’associazione Wildlife Friends Foundation Thailand (WFFT) in un post su Facebook. Da quanto raccontato, Boris era stato trovato da un passante nella zona di Chaweng Beach nella popolare isola thailandese di Koh Samui, anche se, spiegano i veterinari del centro, ci sono motivi per credere che il delizioso animaletto non sia stato semplicemente “trovato”: Boris infatti non solo non aveva i denti, ma il suo polso era fratturato in diversi punti ed era coperto di zecche. “I Lori vengono spesso catturati con metodi crudeli e insidie pericolose che spesso li feriscono o addirittura uccidono; questo spiegherebbe le sue fratture”.

I Lori lento sono gli unici primati veramente velenosi esistenti al mondo (7 in totale sono le specie di mammiferi velenosi) e quindi, a dispetto dei loro teneri occhioni giganti e dell’aspetto buffo, non sono assolutamente adatti a diventare animali domestici sebbene siano tra i più ricercati esemplari esotici per il commercio illegale.

loris lento

Infatti poiché è estremamente difficile allevarli in cattività, questi fragili animali sono rubati alla natura dai bracconieri in quantità insostenibili e i loro denti vengono limati o estratti per renderli inoffensivi: infatti se un Lori lento morde un uomo probabilmente quest’ultimo non morirà, ma il suo veleno può provocare anafilassi, una reazione allergica che causa gonfiore, anche al volto e alla gola, prurito estremo e in alcuni casi arresto cardiaco.

“La triste realtà vissuta dagli animali selvatici sottoposti ad abusi soprattutto quando diventano attrazioni turistiche per i selfie e le foto ricordo comprende l’essere strappati dal loro habitat e allontanati dalle loro madri; a volte drogati vengono modificati nella loro natura e nel loro corpo per poter essere accettati dai turisti” si legge nel post sulla pagina Facebook di WFFT.

Il piccolo Boris non potrà più tornare nella Natura perché, privato dei denti, non è più in grado di cacciare e alimentarsi autonomamente e per questo è diventato un ospite fisso del centro di soccorso per le specie selvatiche del WFFT.

La sua è una specie a rischio estinzione e i Lori lento sono entrati a far parte della International Union for Conservation of Nature’s Red List of Threatened Species, la lista degli animali protetti per la salvaguardia delle biodiversità e la lotta all’estinzione. Purtroppo non si tratta di una storia isolata. Solo pochi giorni fa è morto Arturo, l’orso polare definito “più triste del mondo” rinchiuso per quasi 30 anni in uno zoo argentino.

Serena Porchera

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