Il Senato approva lo stop all’uccisione dei pulcini maschi

Nuove tecnologie, entro il 2026, potrebbero finalmente far cessare la nascita e la morte immediata di milioni di pulcini ritenuti “scarti di produzione” dall’industria delle uova.

Nel nostro paese, ogni anno, muoiono, ad un giorno di vita, fra i 25 e i 40 milioni di pulcini maschi poiché considerati “scarti” non utili del sistema della produzione delle uova. L’associazione Animal Equality ha dato notizia dell’approvazione da parte del Senato italiano dell’emendamento che chiedeva lo stop a questa pratica.

Cosa succede ora

Nel Dicembre 2021 l’On.Francesca Galizia insieme all’associazione animalista aveva proposto l’emendamento che chiedeva la fine dell’abbattimento selettivo dei pulcini maschi ad un giorno dalla schiusa delle uova (procedura che avviene anche negli allevamenti biologici, spiega Animal Equality). Il 30 giugno 2022 l’emendamento, inserito all’interno della Legge di delegazione europea 2021, è stato approvato insieme alla legge che, contenendo delle modifiche, torna quindi ora alla Camera per approvazione.
L’emendamento prevede che lo stop a questa pratica avvenga entro il 2026. Perché così tanto tempo? Lo spiega Animal Equality: “L’emendamento votato e approvato anche in Senato prevede tempi di adeguamento alla normativa per l’aggiornamento delle procedure di lavoro e dello stato tecnologico delle imprese del settore dell’allevamento delle galline ovaiole, supportando d’altro lato l’introduzione e lo sviluppo di tecnologie e strumenti per il sessaggio degli embrioni in-ovo in grado di identificare il sesso del pulcino ancora prima della schiusa, anche attraverso politiche di incentivazione di tali tecnologie”.

Una gallina ovaiola all’interno di una gabbia. L’immagine è tratta da un video inchiesta di Animal Equality insieme al Tg2. Le ovaiole possono deporre fino a 300 uova in un anno, mentre una gallina allo stato selvatico ne depone circa 36. Dato tratto dal report “Sessaggio in ovo”.

Che cos’è il “sessaggio degli embrioni in-ovo”

La soluzione che dovrà essere implementata per evitare l’uccisione dei pulcini maschi – uccisi perché non producono uova e la cui carne non è utile per il mercato data la stazza minuta e la qualità – prevede l’utilizzo di una tecnologia che permette di valutare il sesso dell’embrione presente nell’uovo a pochi giorni dalla fecondazione. Questa nuova tipologia di macchine si basa sull’utilizzo di un processo detto “spettrofomotometria” che avviene senza rompere il guscio delle uova. Si tratta di una pratica molto meno invasiva e crudele rispetto ai metodi utilizzati in precedenza: determinando a priori il sesso dell’embrione, i pulcini riconosciuti come maschi potranno essere rimossi dall’incubatoio prima che avvenga la loro nascita.

Gli animali, in gabbia, manifestano condizioni di grave disagio, fisico e etologico e le condizioni igienico sanitarie degli allevamenti visitati durante le inchieste di AE mostrano situazioni al limite dell’orrore.

L’industria delle uova

Come sottolinea Animal Equality, questo emendamento – quando verrà approvato dalla Camera – costituirà una vittoria importante per la difesa della dignità e dei diritti degli animali: “Gli animali sono esseri senzienti che non possono più essere solo considerati scarti industriali. L’uccisione selettiva dei pulcini maschi che avviene ogni giorno non può più essere considerata la normalità e oggi il Senato ha scelto di sostenere la nostra proposta che segue le linee dettate anche dell’Unione europea in materia di benessere animale”.

Purtroppo l’abbattimento dei pulcini maschi è solo uno degli aspetti che caratterizzano le crudeltà di questa industria che vede milioni di galline ovaiole – solo in Italia sono 65 milioni secondo i dati dell’associazione –  vivere tutta la loro vita all’interno di minuscole gabbie di metallo in cui “non possono esprimere quasi nessuno dei loro comportamenti naturali, come per esempio spiegare le ali o razzolare. Private della luce del sole, costrette a mantenersi in equilibrio su una superficie inclinata di rete metallica e forzate a una vita di prigionia, le galline trascorrono la loro esistenza in condizioni terribili ed escono dalla gabbia solo quando la loro produzione di uova diminuisce. Considerate inutili perché improduttive, vengono quindi mandate al macello”.

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