Il Ministero dell’Ambiente crea una campagna affinché i cittadini non gettino a terra mascherine e guanti

Anche l’attore Enrico Brignano nello spot che invita a comportarsi in modo civile per evitare danni che alla natura “costano molto”.

Il Ministero dell’Ambiente ha lanciato una campagna informativa trasmessa in tv, radio e sui media online che invita i cittadini a non gettare mascherine e guanti usa e getta a terra ma a conferirli sempre nella raccolta differenziata, invitando anche, quando possibile, ad utilizzare le mascherine in stoffa e lavabili.

Sembra strano doverlo specificare, ma i dispositivi di protezione individuale non vanno gettati né a terra, né in spiaggia, né in mare, nei parchi, nei boschi o per strada, ma solo ed esclusivamente nella raccolta indifferenziata. Ora a spiegarlo è arrivato anche lo spot con l’attore romano Enrico Brignano che spiega chiaramente quanto questi gesti siano molto “costosi” per la natura.

L’inquinamento “da Coronavirus”

Il tema è fondamentale e sono state decine nei mesi passati le denunce da parte delle associazioni ambientaliste sull’impatto terribile che la mancata gestione dei rifiuti dovuti alla necessità di proteggersi e proteggere gli altri con le mascherine ed evitare alcune forme di contaminazione in situazioni particolari con i guanti, hanno creato all’ambiente. Il problema è la mancata educazione ambientale e l’assenza di senso civico da parte dei cittadini.

Secondo una stima del Politecnico di Torino, citata da WWF, si stimava che “per la Fase 2, in cui verranno progressivamente riavviate attività produttive e sociali, serviranno 1 miliardo di mascherine e mezzo miliardo di guanti al mese”. Un numero enorme che genera altri calcoli impressionanti: “Se anche solo l’1% delle mascherine venisse smaltito non correttamente – spiegava WWF – e magari disperso in natura questo si tradurrebbe in ben 10 milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente. Considerando che il peso di ogni mascherina è di circa 4 grammi questo comporterebbe la dispersione di oltre 40mila chilogrammi di plastica in natura: uno scenario pericoloso che va disinnescato”. Questo pericolo non è più una stima bensì una realtà.

Sì alle mascherine in stoffa

Ecco perché la campagna tv, radio e social del Ministero non appare più lapalissiana ma fondamentale. Il ministrodell’Ambiente Sergio Costa, durante la conferenza stampa di presentazione del progetto ha spiegato che “Sono stimate tra le 160.000 e le 440.000 tonnellate di mascherine e guanti prodotti nel 2020. Usiamo mascherine riutilizzabili di stoffa, e se proprio non possiamo, non gettiamoli a terra, perché, come spiega la campagna che abbiamo lanciato, all’ambiente non servono”. L’utilizzo delle mascherine di comunità in stoffa venne supportato anche dal ministro della Salute Roberto Speranza che durante l’audizione in commissione Ecomafie dello scorso 27 maggio, in merito alla gestione dei rifiuti legata all’emergenza Covid-19 ha dichiarato: “Le mascherine di comunità in tessuto rappresentano protezioni efficaci se usate in modo diffuso”.

Print Friendly
0