Greenpeace promuove di nuovo la scelta veg con un cortometraggio

Greenpeace lancia un forte messaggio schierandosi a favore di un’alimentazione più vegetale per contrastare il disboscamento in Sudamerica a danno della zootecnia

Le attività connesse all’agricoltura industriale sono la prima causa di deforestazione e noi, con le nostre abitudini alimentari, possiamo fare la differenza per fermare i grandi incendi che devastano le foreste del Sudamerica. L’associazione ambientalista Greenpeace ritorna sul tema della connessione tra industria della carne e deforestazione con un efficace cortometraggio, la cui trama è centrata sull’incontro tra un bambino e un giaguaro.

I mostruosi retroscena dell’industria della carne

Greenpeace, associazione non governativa famosa in tutto il mondo per le sue azioni dirette in difesa dell’ambiente e del clima, ha pubblicato lo scorso 22 ottobre un breve cortometraggio doppiato per il pubblico italiano dal comico Giobbe Covatta che, con notevole slancio, ha prestato la sua voce ai due protagonisti del video, i quali si fanno portavoce di un messaggio importante: la produzione di carne ha effetti devastanti per l’ambiente e ciascuno di noi, attraverso un’alimentazione più vegetale, può dare il proprio contributo per fermare le conseguenze drammatiche dell’agricoltura intensiva, legata a doppio filo con le attività di allevamento su larga scala.

Il cartone narra dell’incontro fra un bambino e un giaguaro all’apparenza spaventoso, scappato dalle fiamme che hanno distrutto la sua foresta e rifugiatosi proprio nella cucina di quest’ultimo. Il cortometraggio si sviluppa a partire dai dialoghi tra i due. Il messaggio che Greenpeace lancia al pubblico è: “Chi è il vero mostro?”.

Greenpeace ritorna sul tema della deforestazione con un efficace cortometraggio.

La paura iniziale del bambino lascerà poi spazio al coraggio di affrontare il giaguaro per capire il vero motivo del suo arrivo. È così che l’ospite indesiderato svela che il vero mostro sono le industrie della carne che incendiano intere foreste in cerca di terreni per la coltivazione della soia destinata al mangime degli animali da allevamento.

Grandi ruspe e trattori, che fanno da sfondo alla spiegazione del giaguaro al bambino, distruggono senza scrupoli ampie porzioni di terra. Sono i mezzi con cui l’agricoltura industriale umana si serve per coltivare la soia da esportare in tutto il mondo, saziando la sua sete di dominio su quella natura resa serbatoio da cui attingere risorse senza limiti.

Cosa possiamo fare, quindi, affinché intere foreste non brucino più?

Il messaggio di Greenpeace è indubbio: dal momento in cui, in ultima istanza, è il cibo che consumiamo quotidianamente a distruggere le foreste, è con le nostre abitudini alimentari che possiamo fare la differenza. Infatti, nel video, è lo stesso bambino a suggerire al pubblico cosa fare per aiutare il suo nuovo amico e tutti gli altri animali privati del proprio habitat: mangiare più legumi e verdure diminuendo il consumo di carne.

Così l’associazione ambientalista ritorna sul tema del consumo di carne, dopo aver pubblicato a settembre un report in cui denunciava gli allevamenti intensivi europei in quanto maggiori responsabili delle emissioni di gas serra. Greenpeace, quindi, prende nuovamente posizione a favore dell’alimentazione vegetale, chiarendo il proprio punto di vista che, come era stato mostrato anche nel documentario Cowspiracy del 2004, non era mai stato del tutto trasparente a riguardo.


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Sì, lo voglio!

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