Europa “Riduzione carne entro il 2030”, arriva l’interrogazione parlamentare

Ai nostri microfoni l’europarlamentare che ha portato Cowspiracy a Bruxelles: “A breve un’interrogazione parlamentare, i consumi di carne vanno ridotti entro il 2030. In aula? Pochi europarlamentari e tante ong”

Parlamento Europeo carne

Un’interrogazione parlamentare per chiedere alla Commissione Europea un piano per la riduzione del consumo di carne entro il 2030. Dopo la proiezione ieri del documentario “Cowspiracy” nella sede del Parlamento Europeo di Bruxelles arriva anche la prima azione politica concreta. Ad anticiparlo a Vegolosi.it è Eleonora Evi, europarlamentare italiana del Movimento Cinque Stelle che insieme al collega tedesco Stefan Eck e alla deputata inglese Molly Scott Cato ha promosso l’incontro del 2 Dicembre, al quale ha partecipato anche il regista del film-documentario dedicato agli allevamenti intensivi, Kip Andersen.

L’intervista: “Non molti gli europarlamentari alla proiezione”
Abbiamo raggiunto al telefono a Bruxelles Eleonora Evi per farci raccontare come è andata: “Con i deputati Eck e Scott Cato abbiamo impostato un’interrogazione parlamentare con la quale chiediamo alla Commissione Europea se ha e quale sia un piano per la graduale riduzione del consumo di carne al 2030, se esistono delle misure per supportare questo cambiamento e questa transizione e se ha preso coscienza del problema degli allevamenti intensivi, anche in relazione agli impatti sul clima”, spiega Evi.

La proiezione di “Cowspiracy” è stata voluta dai tre europarlamenti mentre a Parigi è in corso Cop21, la conferenza internazionale sul clima nella quale il tema del rapporto tra agricoltura e allevamenti intensivi ed emissioni di gas serra non è però stato messo in agenda. Anche a livello europeo, conferma Evi, “si fa fatica a rendere chiari ed evidenti gli impatti sul clima di questi settori, che vengono offuscati dai numerosissimi interessi commerciali in ballo”. Intanto, ieri un primo passo è stato fatto. Alla proiezione, racconta la deputata italiana, hanno preso parte molte persone, soprattutto esponenti di ong, associazioni ambientaliste e advisor dei diversi gruppi politici. “Non c’erano moltissimi europarlamentari – racconta Evi – ma c’erano i loro consulenti che, speriamo, possano riferire”.

Un dialogo difficile
Un tema sul quale si è soffermato il dibattito è stato quello delle difficoltà “a far parlare due mondi che sembrano oggi in contrapposizione: da un lato i cittadini sempre più consapevoli delle proprie pratiche alimentari e dei propri consumi, che vogliono cambiare abitudini alimentari non solo per se stessi ma per costruire una visione di mondo diversa, con un impatto sostenibile – dice Evi – e dall’altro la categoria di quegli agricoltori e allevatori che stanno mettendo in pratica con grande fatica la transizione verso un’agricoltura più sostenibile, di prossimità e biologica. Questi agricoltori però – osserva l’europarlamentare – a oggi non hanno nessun sostengo concreto da parte della politica perché il grosso del sostegno va a quegli attori che già detengono gran parte del mercato”. Un mercato connotato da “un’agricoltura inondata di prodotti che vengono dall’estero e dai paesi Extra Ue, come gli Ogm, che diventano i mangimi per i nostri allevamenti”.

L’interrogazione parlamentare sarà presentata la prossima settimana: “E’ un primo passo. Di interrogazioni alla Commissioni Europea – conclude Eleonora Evi – ce ne sono centinaia, ma è un modo anche per consolidare i rapporti tra i gruppi politici e far vedere che si tratta di una battaglia trasversale e che più gruppi politici si stanno mobilitando per fare chiarezza su questo tema”.

Silvia De Bernardin

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