Euro: le banconote che usiamo non sono vegan (almeno finora)

Niente più grasso animale nelle nuove banconote da 100 e 200 euro in circolazione dallo scorso 28 maggio, realizzate al 100% in cotone e per questo vegan-friendly e biodegradabili

Euro banconote vegane

Le usiamo quotidianamente dal 1 gennaio del 2002, ma forse non tutti sanno che le banconote euro non sono vegane perché realizzate utilizzando il sego, grasso ricavato dal tessuto sottocutaneo di ovini, equini e bovini. Il motivo di questo “ingrediente” è presto detto: il grasso animale rende le banconote particolarmente resistenti e impermeabili, cosa assolutamente necessaria per oggetti che circolano di mano in mano infinite volte e vengono piegate e ripiegate continuamente nel corso della loro vita. Ma c’è una novità: dallo scorso 28 maggio i tagli da 100 e 200 euro si sono rinnovati, andando a sostituire il vecchio taglio con denaro realizzato al 100% in fibra di cotone e senza l’impiego di grasso animale.

Una bella novità messa in campo dalla Banca Centrale Europea (BCE) dopo le proteste degli animalisti che hanno interessato qualche tempo fa le sterline inglesi, anch’esse prodotte utilizzando grasso di derivazione animale. Dissenso che ha spinto la Bank of England (BOE) a correre ai ripari, pensando di sostituire il sego con olio di cocco o di palma entro il 2020. La BCE, a quanto pare, si è impegnata a seguire la strada già tracciata dalla BOE, eliminando qualsiasi prodotto di derivazione animale dalle nuove banconote entrate in circolazione da pochissimo, pensate per essere più difficilmente falsificabili ma anche per rispettare l’ambiente.

euro nuove banconote vegane

“Il sistema dell’euro è fortemente impegnato a mantenere e migliorare la sostenibilità delle banconote in euro e delle materie prime utilizzate”, ha dichiarato al New York Times una portavoce della BCE. Oltre a risultare vegan-friendly, le nuove risultano più lucide e più resistenti rispetto a quelle che sono andate a sostituire, di cui risultano anche più piccole per facilitare l’inserimento nel portafogli e ridurne quanto più possibile l’usura. Non ci sono informazioni, invece, sulla possibilità che la novità interessi tutte le banconote al momento in circolazione.

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