Dottoressa Lorenza Franciosi: “Non abbiate paura: mangiare vegano è sano, ecco perché”

Non ci sono motivazioni scientifiche per temere la scelta vegana a tavola: anzi, la sua caratteristica principale è di indirizzarci verso uno stile di vita sano

L’alimentazione vegana non deve fare paura, anzi. La dottoressa Lorenza Franciosi, dottore di Ricerca di biochimica e specializzata in Scienze della Nutrizione Umana, è anche consulente nutrizionale. Vegana da 4 anni ma “vegetariana da molti di più”, sportiva (è appassionata di Crossfit) ha applicato le sue conoscenze scientifiche alla propria scelta alimentare e a quella dei suoi pazienti. La sua decisione fu di natura etica dopo aver compreso cosa fosse il Festival di Yulin: “Ho sempre adorato gli animali e la natura (pur essendo onnivora) e questo ossimoro è diventato molto evidente in me quando anni fa avevo adottato uno dei miei cani ed ero infuriata con le atrocità del festival di Yulin. Poi ho fatto una connessione tra le abitudini alimentari cinesi, con quelle della nostra cultura e ho guardato cosa avevo nel piatto. Quella è stata la molla verso la comprensione che tutti gli animali sono da rispettare alla stessa maniera”.

L’abbiamo raggiunta nel suo studio per chiederle alcuni chiarimenti in merito al tema della nutrizione vegana e del perché aleggino spesso attorno ad essa una serie di timori e paure (infondate).

È una nostra impressione, dottoressa, o c’è ancora molta paura della parola “vegano”?

Purtroppo non è solo un’impressione: il concetto di vegan (soprattutto in ambito italiano) è da sempre associato a un regime restrittivo, che elimina ciò che è alla base delle nostre tradizioni culinarie, per cui viene visto, a volte, addirittura come un gruppo quasi religioso. È chiaro che non è così.

Come mai a suo avviso?

Mancano ancora le basi, anche tra i professionisti della salute, per spiegare e comprendere le nozioni medico-scientifiche di questa scelta di vita (che va oltre la sola alimentazione). Fortunatamente nel corso degli ultimi anni si sta assistendo a una maggiore divulgazione di cosa significhi essere vegano e ciò si nota anche dalla maggiore varietà di scelta fra i prodotti prettamente vegetali sugli scaffali al supermercato. Tenga presente che anche molti vegani non si “etichettano” tali per paura del giudizio sociale. Fortunatamente le cose stanno cambiando, mi verrebbe da dire, si stanno evolvendo, ma c’è ancora un po’ di strada da fare.

La tradizione? Ecco una ricetta classica in chiave vegan, gnocchi alla romana con erbette

Da dove nascono questi timori?

Dalla scarsa conoscenza del tema su più fronti. Sicuramente servono innanzitutto una maggiore conoscenza e studio a livello universitario: molti professionisti della nutrizione non la conoscono del tutto, in più il nostro sistema culturale non aiuta ad avvicinarsi e a capire il valore di questa alimentazione. Inoltre la cultura italiana ha radici molto forti proprio nel cibo e nel rispetto delle tradizioni: un approccio vegano nel quale si escludono cibi animali implica una revisione delle ricette tradizionali, cosa che non molti accettano di buon grado immaginando il tutto come un attacco alle basi della propria cultura. Molte persone hanno paura anche di perdere i loro contatti e momenti sociali o di sentirsi poi “emarginati”, oppure di mangiare troppo poco o in modo “povero”.

Lei è una consulente nutrizionale, il suo lavoro è indirizzare le persone a mangiare in modo corretto su basi scientifiche: possiamo fidarci nello scegliere un’alimentazione vegana?

Assolutamente sì! Come ogni dieta, un regime se non ben calibrato può essere sbilanciato e non apportare i giusti nutrienti al nostro corpo ma ormai ogni evidenza scientifica ci spiega che l’alimentazione vegana bilanciata è assolutamente adatta a qualsiasi individuo e in ogni fase della vita (donne incinte, bambini, anziani, sportivi, etc.)

Ciambellone vegan all'arancia e latte di cocco

L’alimentazione vegana non significa per nessuna ragione “rinuncia”, nemmeno in pasticceria: ecco un ciambellone vegan facile e magnifico

Esistono delle controindicazioni a questa scelta che lei si sente di segnalare?

Le controindicazioni sono legate al “fai da te” o virare all’ortoressia oppure, ancora, nell’ulteriore restringimento del campo alimentare (consumare solo cibi crudi, evitare il glutine senza necessità cliniche, la soia o molti altri cibi vegetali basandosi su basi non-scientifiche). Per il resto, non ci sono controindicazioni. 

Ci sono dei benefici, invece, che certamente sono correlati a questa scelta?

I cibi di origine vegetale sono tra i più ricchi di micronutrienti e antiossidanti: per questo motivo si è visto quanto siano di beneficio nel contrastare stati infiammatori, malattie cardiovascolari, nel controllo glicemico e del colesterolo, giusto per citare i benefici più comuni. Inoltre va ricordato che grazie al maggiore consumo di fibre naturalmente presenti nei cibi vegetali non solo si fa del bene al nostro intestino ma riusciamo a raggiungere un senso di sazietà maggiore e più duraturo che permette così di mantenere maggiormente sotto controllo il nostro introito calorico e il nostro peso, elemento importante ai fini del mantenimento di un buono stato di salute.

Passatelli vegani in brodo

Molte ricette italiane sono veganizzabili, alcune lo sono già. Ecco i passatelli in brodo, magnifici, in versione 100% vegetale

Qual è il primo consiglio che lei dà ai suoi pazienti quando vogliono cambiare alimentazione? 

Sicuramente di andare per gradi e non sentirsi in colpa se qualche giorno non è “100% perfetto e bilanciato”. Consiglio sempre anche di non avere timore di sperimentare cibi che non si era soliti consumare (tipo seitan e tofu). Inoltre segnalo sempre di ricordarsi che ogni ricetta è “veganizzabile” e che ormai esistono alternative vegetali di ogni tipo e anche andare al ristorante non è più un problema, per cui non si deve avere il timore che questa scelta possa limitare la propria vita sociale.

Anche se una persona non vuole diventare vegana in tutto e per tutto, che cosa potrebbe prendere in “prestito” dell’alimentazione vegana come buona abitudine alimentare?

In generale bisogna ricordarsi che la base di una sana e corretta alimentazione dovrebbe essere vegetale (anche per chi vuole continuare con il suo regime onnivoro) quindi cereali integrali, verdura, frutta, dovrebbero essere consumati tutti i giorni e più volte al giorno. Inoltre anche i legumi e la frutta secca (spesso considerati o contorni o cibi da consumarsi solo in determinate occasioni e ricette) dovrebbero essere presenti più volte nell’arco della settimana (se non appunto tutti i giorni).

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