Un italiano su due ha deciso di consumare meno carne negli ultimi 5 anni

Un dato non negativo e forse parzialmente incoraggiante, anche se quello che manca ancora è un’informazione davvero capillare

Una nuova ricerca, nuovi dati e un po’ di ottimismo. Secondo una ricerca commissionata da Good Food Institute Europe, più di un italiano su due ha ridotto il consumo di carne negli ultimi cinque anni e il 50% ha adottato opzioni a base vegetale.

Secondo i risultati il 42% degli italiani ha ridotto o interrotto il consumo di carne rossa negli ultimi cinque anni per motivi di salute (35%) o legati alla salvaguardia ambientale (30%). Un dato interessante, inoltre, è quello sul tema degli allevamenti:  il 70% degli intervistati ha spiegato di comprendere l’impatto degli allevamenti intensivi, dichiarando che si tratta di un sistema che consuma troppe risorse e che sia necessario trovare presto un’alternativa sia alla produzione che al consumo.

Sul consumo delle alternative vegetali, invece solo un intervistato su due dichiara di mangiare almeno una volta al mese carne di origine vegetale e il 23% degli intervistati italiani prevede di aumentarne il consumo nei prossimi anni. Si tratta di un dato che sorprende: è basso nonostante, rispetto a solo 5 anni fa, la presenza di prodotti proteici vegetali alternativi alla carne sia diffusa. Quello che certamente fa ancora da discriminante è il prezzo che, in linea assoluta, è più caro o, in ogni caso, percepito come troppo caro rispetto alle risorse di origine animale. Carlotte Lucas, Corporate Engagement Manager di Good Food Institute Europe ha infatti spiegato in un comunicato: “La sfida ora è far sì che le aziende investano nello sviluppo di una carne a base vegetale in grado di competere sul piano del gusto e del costo”.

Uno dei temi che rimane “scoperto” nel nostro paese è quello della discriminazione pregiudiziale sul cibo di vegetale (o anche su quello definito “vegano”). La maggior parte delle persone immagina l’alimentazione vegetale come qualcosa di legato alla privazione, all’assenza di gusto o, peggio ancora, alla carenza nutrizionale. A questo hanno contribuito anni (che continuano) di cattiva informazione dei media generalisti che hanno sempre legato questa scelta a titoli scandalistici (e spesso del tutto falsi) legati a bambini vegani denutriti, persone che lasciano l’alimentazione vegana per gravi problemi di salute correlati a questa decisione, etc. Dall’altra parte la mitologia della “carne sana e da mangiare con moderazione” o del “Bisogna mangiare un po’ di tutto”, continua imperterrita senza che ci sia una vera inversione in questo tipo di narrazione completamente sfalsata. Fino a che non si assisterà ad una comunicazione positiva perché informata scientificamente sui fatti legata all’alimentazione vegetale, questi dati forniti dalla ricerca sono destinati a non smuoversi di un passo.

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