Beatles vegetariani: le storie di quattro leggende

Si sono tutti avvicinati al vegetarismo nel corso della loro vita: ispirati dal celebre soggiorno in India, ecco le storie di Ringo, George, John e Paul.

Beatles vegetariani

C’è un gruppo leggendario che, più di ogni altro nella storia della musica, ha in sé il germe del vegetarismo. I componenti dei Beatles, chi prima e chi dopo, chi più e chi meno, chi per una ragione e chi per un’altra, si sono tutti avvicinati nel corso della vita alla scelta veg.

Il motivo scatenante
L’interessamento crescente per la musica e la cultura indiana da parte di George Harrison culminò nel 1968 con un periodo di riflessione e studio della band a Rishikesh, in India, presso lo Yogi Maharishi Mahesh. Nel corso del loro ashram (ritiro spirituale), tutti e quattro i componenti del gruppo, accompagnati da mogli, compagne e membri dell’entourage, seguirono una stretta dieta vegetariana.

Le differenze tra i componenti
L’unico a non diventare mai un vegetariano vero e proprio fu John Lennon: a partire dal 1975 seguì una dieta macrobiotica che riduceva drasticamente il consumo di carne, ma continuò a mangiare soprattutto pesce. Ringo Starr, invece, tornò alle abitudini alimentari originali poco dopo il rientro in Inghilterra per poi tornare al vegetarismo per ragioni di salute, precisamente per problemi allo stomaco: “Con gli anni impari a prenderti cura della tua vita e di quella degli altri. E poi la lattuga fa sempre bene” dichiarò. George Harrison fu un convinto vegetariano: in un’intervista disse: “Ho letto il libro di Paramahansa Yogananda e sono diventato vegetariano. La cosa che mi ripugnava di mangiare carne era l’idea di uccidere animali. Ma il problema principale è che il consumo di carne non è sano e non è naturale. Le scimmie non hanno il mal di testa, tutti i disturbi e le malattie umane provengono da una dieta innaturale”. E poi c’è Paul.

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Il mito: Paul McCartney
Dopo un inizio piuttosto tiepido, l’impegno vegetariano del bassista dei Beatles aumentò progressivamente nel tempo, tanto da fare di lui e della sua compagna Linda due tra i più ardenti testimonial di questa scelta di vita. Paul divenne vegetariano durante i primi anni 70 a causa di una battuta di pesca: realizzò che, per “un breve momento di piacere”, aveva privato l’animale della sua vita. Il resto è storia: grande amante della natura e degli animali, sostenitore e testimone della PETA. “Se i mattatoi avessero pareti di vetro, la maggior parte delle persone diventerebbe vegetariana” è una frase famosa la cui attribuzione oscilla fra la moglie Linda e lo stesso Paul. Secondo lui la razza umana, già vincente sul pianeta, non ha motivo di accanirsi sul genere animale.

Non ha forse ragione il buon Paul?

Yuri Benaglio 

 

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