Asilo vegano, Calabrese: “Chiamerei le autorità se fosse pubblico, rischio di carenze”

Un’intervento del prof. Calabrese pone di nuovo in discussione la possibilità di alimentazione vegana per i bambini: abbiamo ascoltato il parere (contrario) di una pediatra e di una mamma

Silo vegano Milano

Ho già molte riserve sul menu vegetariano per i bambini, figuriamoci per i vegani perché è un regime alimentare che ha una carenza di elementi nutritivi di base”. Con queste parole Giorgio Calabrese, consulente per il Ministero della Salute e ospite fra i più gettonati delle trasmissioni tv Rai, ha commentato la nascita del primo asilo vegano in Italia sulle pagine di Famiglia Cristiana.

Al centro della polemica l’apertura a Milano di un asilo nido privato, Naturà, ideato da Federica Berrobianchi: “Stiamo pensando di prendere provvedimenti sia con Famiglia Cristiana sia con il giornalista che ha scritto il pezzo, non è possibile scrivere cose del genere” – commenta ancora stupita – “Invito ufficialmente Calabrese a vedere come stanno i bambini qui: giocano, ridono, stanno benissimo. Abbiamo avuto anche i controlli Asl ed è tutto in regola, anzi, ci hanno anche fatto i complimenti. Non c’è nessuna pianta storta qui, anzi”.

Pediatra veganaE dal punto di vista nutrizionale? Abbiamo raggiunto telefonicamente la dottoressa Carla Tomasini (nella foto), pediatra e nutrizionista vegana: “L’alimentazione vegana è possibile in tutte le età della vita se ben equilibrata, così com’è stato nuovamente e di recente dichiarato dalla ADA (American Dietetics Association): è un’alimentazione su cui ci sono sempre più studi dato che ci sono sempre più persone che la seguono”. Cosa dire però a proposito delle dichiarazioni di Calabrese sulle carenze nutrizionali della scelta vegan che sarebbero “pericolose per gli adulti e per i bambini”? “L’alimentazione classica media onnivora sta generando bambini spesso malnutriti e che saranno più esposti a malattie come diabete e sindrome metabolica – continua la dottoressa Tommasini – la scelta vegana invece è un regalo di salute che i genitori decidono di fare ai propri figli, è protettiva rispetto alle patologie di cui parlavamo prima”. La dottoressa commenta anche l’idea che la scelta vegana sia una “filosofia”, così come segnalata da Calabrese “Non si tratta di questo, ma di una scelta salutista, ci sono molti genitori onnivori che seguo che decidono di scegliere vegan per i propri bambini per dare loro un imprinting salutista al loro metabolismo”.  La Tommasini conclude: “Inoltre insegnare ai più piccoli il rispetto per la vita, anche per quelle più piccole ed indifese è uno strumento pedagogico potente, forse Famiglia Cristiana che ha riportato l’articolo saprà che una delle basi della religione cristiana è “Non uccidere””.

Le mamme vegane
Non è certo la prima volta che diamo voce alle tante mamme che decidono di seguire un percorso alimentare vegan per i propri figli. Fra queste c’è Arianna Fioravanti che è stata anche ospite e protagonista di alcune trasmissioni televisive sul tema “figli vegan”: “Vorrei dire al professor Calabrese che la caccia alle streghe è finita e dovrebbe essere messo a conoscenza delle autorevoli dichiarazioni della comunità scientifica internazionale”. Arianna continua: “Mia figlia, svezzata vegana, e seguita da una nutrizionista e un pediatra esperti in alimentazione vegetale, cresce ed è sempre cresciuta oltre la media delle tabelle pediatriche. Attualmente, a tre anni e mezzo, è al 65 percentile per il peso e all’80 per l’altezza. È vispa, intelligente, tutti i valori delle analisi del sangue sono perfetti e perfino tendenti ai limiti superiori, come il ferro e il potassio.”
Anche Francesca Dal Pozzolo, mamma vegana, ha spiegato a Vegolosi.it il suo punto di vista  la sua esperienza: ” Sono vegana da circa 7 anni, sono mamma di quattro splendidi bimbi vegani anche loro, tre dei miei bambini sono gemelli e come molte gravidanze trigemellari anche la mia si è conclusa in anticipo.” Un problema in questo caso essere vegan? “I miei figli – spiega Francesca – sono nati con un’importante prematurità, i loro pesi erano compresi tra ai 600 e gli 800 grammi. Sono stati allattati con il mio latte per 8 mesi, poi svezzati con alimentazione completamente a base vegetale. Per la loro prematurità sono soggetti a controlli detti follow-up con cadenza 3, 6, 12, 18, 24, 36 mesi. Abbiamo di recente avuto il controllo dei due anni e in tutto questo tempo non è emerso alcun problema legato alla nostra scelta alimentare, da sempre nota ai neonatologi che ci seguono. Le curve di crescita dei miei figli sono positive e compatibili con quelle di altri bimbi ugualmente prematuri che seguono dieta onnivora, a dire il vero di qualcuno siamo anche più alti.  I medici non mai mosso nessuna obiezione anche a fronte di esami ematici regolari. Pertanto mi sembra evidente che la scelta alimentare vegana sia non solo compatibile con lo sviluppo di un neonato, ma anche adeguata in una situazione in cui è necessario un recupero ponderale e di crescita importante come nella prematurità.” E dell’asilo vegan che cosa ne pensa? “Ben vengano iniziative come quelle del nido in famiglia Naturá che oltretutto mettono a disposizione un nutrizionista, una possibilità che non va soltanto tollerata, anzi va lodata e pubblicizzata con entusiasmo e senza ostruzionismo.”

Di Federica Giordani

Print Friendly
0