Arrivano i “veggans”. E scoppia la polemica

Da oltreoceano sbarca la moda dei “veggans”, che si professano vegani pur mangiando uova. Ce n’era realmente bisogno?

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Essere vegani è una scelta che può dipendere da motivazioni etiche, di salute o entrambe; quello che è certo è che il veganismo prevede l’esclusione di qualsiasi tipo di prodotto di origine animale, specialmente in campo alimentare. O almeno, questo è ciò che si credeva fino a qualche tempo fa, quando da oltreoceano è sbarcata la moda dei “veggans”, vegani che non escludono le uova dalla propria dieta.

A motivare questa scelta ci sarebbe la propensione verso un’alimentazione cruelty-free, accompagnata però dall’impossibilità di rinunciare al gusto delle uova. I “veggans”, inoltre, lodano i benefici di questo alimento in termini di apporto proteico e giustificano la propria decisione garantendo di comprare soltanto uova biologiche provenienti da allevamenti non intensivi a cielo aperto, le cui galline sarebbero destinate immediatamente alla macellazione se non se ne acquistassero le uova. Una scelta tutto sommato etica, quindi. Inutile dire che le polemiche sono fiorite da ogni parte del mondo.

Jimmy Pierce, per esempio, portavoce di “Vegan Society” ha affermato che “il veganismo è prima di tutto evitare lo sfruttamento degli animali. L’acquisto di uova, da qualsiasi fonte, rafforza la percezione che esse siano necessarie e che dovrebbero figurare nella nostra dieta, ma sappiamo da fonti scientifiche autorevoli che così non è: una dieta vegana bilanciata – ha sottolineato – contiene tutti i nutrienti essenziali di cui abbiamo bisogno a tutte le età“.

Anche alcuni portavoce di Animal Aid hanno criticato la scelta dei “veggans” dichiarando che “i consumatori devono essere consapevoli delle torture a cui i pulcini maschi (inservibili per la produzione di uova e quindi tritati vivi a poche ore dalla nascita) e le galline ovaiole sono sottoposti quotidianamente, indipendentemente dal fatto che crescano in allevamenti in gabbia o a cielo aperto”.

Senza schierarci dalla parte di nessuno, ci chiediamo se questa polemica fosse davvero necessaria: persone che non mangiano carne, ma che scelgono di mantenere nella propria alimentazione le uova esistono già e si chiamano vegetariani (ovo-vegetariani, nello specifico). Era davvero indispensabile creare questa ulteriore distinzione? Ha senso voler rientrare a tutti i costi nell’etichetta “vegan” quando vegani non si è, oppure si tratta di un modo per cavalcare l’onda delle polemiche che questo tipo di alimentazione ha scatenato negli ultimi tempi? Noi non lo sappiamo, ma vi terremo aggiornati sui nuovi sviluppi.

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Laura Di Cintio

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