Abolizione dei macelli: l’UE da il via libera alla raccolta firme, ne servono 1 milione

Porre fine al mercato della carne e dei suoi derivati puntando al cuore economico dell’industria eliminando i sussidi europei.

Porre fine all’era della produzione industriale di carne e alla macellazione degli animali. La Commissione europea ha registrato una nuova iniziativa dei cittadini europei chiamata “End The Slaughter Age” (Facciamo finire l’era dei macelli). Gli organizzatori dell’iniziativa chiedono alla Commissione di:

  • escludere l’allevamento di bestiame dalle attività ammissibili alle sovvenzioni agricole e di includere alternative etiche ed ecologiche, come l’agricoltura cellulare e le proteine vegetali.
  • introdurre incentivi per la produzione e la vendita di prodotti agricoli vegetali e cellulari.

Gli organizzatori avranno sei mesi per avviare la raccolta delle firme. A quel punto, avranno un anno di tempo per ottenere un milione di dichiarazioni di sostegno in almeno sette Stati membri.

Le alternative alla carne create in laboratorio sono una realtà: servono solo gli incentivi economici per fare in modo che diventino davvero competitive sul mercato

“Secondo l’IPCC- si spiega sul sito dell’iniziativa – abbiamo circa 10 anni per evitare il punto di non ritorno climatico.
Le emissioni dei gas serra hanno raggiunto livelli mai visti prima su questo pianeta. Dal 15% al 51% sono legati al consumo di carne tradizionale. Esistono alternative etiche in grado di produrre la stessa quantità di carne con il 99% di emissioni serra in meno. La tecnologia per salvare il mondo esiste”.

Al momento non è ancora possibile firmare per la campagna che dovrà essere organizzata nei prossimi mesi, ma sul sito e sui social dell’organizzazione è possibile rimanere aggiornati. Sarà possibile anche firmare online.

I finanziamenti: votati nel 2020 per la PAC

L’iniziativa si scontrerà con una politica che da sempre finanzia gli allevamenti. Il Parlamento Europeo nell’ottobre del 2020 votò infatti la relazione finale al testo di riforma della Pac, la Politica Agricola Comune, confermando, di fatto, i finanziamenti agli allevamenti intensivi nonostante le pressioni enormi delle organizzazioni ambientaliste, Greenpeace e Fridays For Future compresi. Un voto trasversale, frutto dell’accordo tra Socialisti, Popolari e Liberali, al quale diede il via libera anche la quasi totalità della delegazione italiana. I fondi gestiti attraverso la Pac ammontano in totale a un terzo dell’interno bilancio europeo, circa 400 miliardi di euro che verranno spesi entro il 2027.

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