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Il caso: sussidiario per bambini, “La soia fa schifo”

Sussidiario 5 elementare

I libri scolastici per bambini della scuola elementare di solito son pieni di nozioni divertenti, facilmente comprensibili e utili. Di sicuro, non ci si aspetterebbe mai un testo in cui si legge che il panino di soia e la cioccolata di soia sono “finti” e fanno “proprio schifo”, dunque finiscono nel bidone della spazzatura, al contrario di una nota crema spalmabile che invece è buona. È invece questo, in sintesi, il contenuto di una pagina di un sussidiario usato dagli studenti di una quinta elementare friulana. Come segnalato da una lettrice di Vegolosi.it, nella pagina si legge – totalmente decontestualizzato – un brano estratto dal libro “Dal diario di una bambina troppo occupata”, di Stefano Bordiglioni e Manuela Badocco. Un libro che, stando alla sinossi, è incentrato sull’importanza del tempo libero dei bimbi, che non devono essere caricati di impegni ma piuttosto essere liberi di giocare e divertirsi, perché tramite il gioco si cresce e si diventa più autonomi. La scelta delle Edizioni Cetem, che realizza questo sussidiario dal titolo “Insieme si può”, sembra decisamente infelice.

Nel brano proposto ai bambini di questa quinta elementare si legge testualmente: “Caro diario, scusa per le macchie di cioccolata, ma sono le cinque e mezza del pomeriggio e ti sto scrivendo mentre faccio merenda con pane e nutella. Oggi ho vinto io! È stata davvero una bella soddisfazione! La nutella, intendo. La mamma voleva farmi il panino con la cioccolata di soia ipocalorica. Quella che non ti fa ingrassare e non ti fa venire i brufoli. A me però quella roba lì fa proprio schifo, sembra gelatina marrone di cavoli dolci. Ho giurato alla mamma che se mi faceva il panino di soia io non lo mangiavo. Lei mi ha detto che non dovevo fare i capricci come i bambini piccoli e così ha preparato il panino di soia e l’ha messo sul tavolo. Ma io non l’ho proprio toccato! È rimasto lì per mezz’ora sul piatto con la mollica che stava diventando dura. La mamma, allora, ha cercato di convincermi: ha detto che quella cioccolata lì non fa cariare i denti e non ingrassa. Dovevo avere un aspetto orribile, avevo una gran fame e in più avevo messo su un broncio da far paura. Alla fine la mamma non ha resistito e ha tirato fuori il barattolo della nutella. Così io ora sto facendo merenda con pane e cioccolata, mentre l’altro panino, quello finto, è finito nel bidone“.

Ci si interroga su quanto sia opportuno e necessario pubblicare su un libro destinato ai bambini di 10 anni, di quinta elementare, un brano del genere. Un brano che, decontestualizzato in questo modo così brusco, finisce per lanciare una serie di messaggi chiari: la cioccolata di soia fa schifo, il panino di soia altrettanto, il cibo che non ci piace può finire nella spazzatura. Per non contare la pubblicità – nemmeno nascosta – alla nota crema spalmabile citata nel testo, che è pur sempre il nome commerciale di un prodotto molto conosciuto. E così una sola pagina di un sussidiario azzera, anzi distrugge, le ore spese per spiegare ai bambini l’importanza di un’alimentazione sana, o che comunque non bocci categoricamente panini e cioccolata di soia perché “fanno schifo”. E insinua l’idea, la solita e triste idea, che mangiare veg o comunque sano sia privazione e sacrificio. C’è ancora tanta strada, da fare. Soprattutto per insegnare il rispetto.

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