Diritti degli animali a scuola, arriva una petizione

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Gli animali sono nostri compagni di viaggio su questo pianeta, non sono oggetti e non devono essere considerati tali, né sui libri, né dagli insegnanti e tanto meno dagli studenti”. È con queste parole che due settimane fa è stata lanciata una petizione su Change.org a favore dei diritti degli animali a scuola per chiedere al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, una revisione delle modalità con le quali programmi, insegnanti e libri scolastici affrontano il tema dei “prodotti derivati da animali”.

“Su molti testi scolastici, vengono indicati ai bambini i “prodotti” che derivano dallo sfruttamento animale ma poi, trattando questo tema, le sofferenze e la morte purtroppo imposte agli animali cosiddetti “da reddito” sono completamente e colpevolmente ignorate. La conseguenza – si legge nel testo della petizione – è che i bambini collegano gli animali solo e soltanto ai prodotti che da essi si possono ricavare. A nostro giudizio, questa è un’impostazione inaccettabile sul piano culturale, morale e pedagogico”.

La petizione, che sottolinea tra le altre cose l’importanza di portare i bambini in gita a conoscere gli animali “in modo che imparino a percepirli per quello che realmente sono: esseri senzienti che hanno molto in comune con noi (siamo tutti animali!) e che proprio come noi provano emozioni, percepiscono ed elaborano dolore, affetti, speranze, gioia, tristezza”, ha raccolto nel giro di pochi giorni oltre 2000 adesioni. La raccolta firme è stata rilanciata sui social anche dall’associazione Genitori Veg.

In attesa di capire se il ministro Giannini darà una risposta ai genitori firmatari della petizione, un cambiamento di approccio nelle scuole italiane potrebbe non essere così lontano. Per iniziativa congiunta del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dell’Istruzione, infatti, la tutela degli animali, dell’ambiente e l’alimentazione sostenibile compariranno nei programmi delle scuole, dall’infanzia alla maturità, a partire già dal prossimo anno scolastico 2015-16. Staremo a vedere come questi temi verranno interpreati.

La foto è tratta dal testo della petizione su Change.org.

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