Chanel, al bando pelli esotiche e pellicce

Lo storico marchio francese annuncia il cambio di passo legato alla garanzia sugli standard etici per l’approvvigionamento delle materie prime

Chanel pellicce e pelli esotiche

Chanel, iconico marchio di alta moda francese, dice addio alle pelli di animali esotici (come coccodrilli, lucertole e serpenti) diventando il primo marchio luxury al mondo a bandire l’uso di questa tipologia di materiali. Lo ha annunciato Bruno Pavlovsky, presidente moda di Chanel, al quotidiano tedesco Handelsblatt, sottolineando come in futuro l’azienda continuerà a lavorare solo pelli di animali già utilizzati nella produzione alimentare. Non mancheranno però, secondo quanto riferito da Pavlovsky, anche gli investimenti dedicati allo sviluppo di alternative ai materiali di origine animale, create per lo più partendo dai prodotti naturali dell’industria agroalimentare.

Ma non è tutto: il marchio ha dichiarato che non impiegherà più neanche le pellicce, già poco presenti nelle collezioni Chanel, unendosi così già numerosi brand di alta moda che ne hanno dismesso l’impiego; l’elenco, che si fa via via sempre più nutrito, annovera oggi etichette del calibro di Armani, Michael Kors, Jimmy Choo, Versace e Furla.

Chanel: una svolta di carattere etico?

Chanel pellicce

Siamo di fronte a una decisione certamente importante, che però lascia aperti alcuni interrogativi rispetto alle reali motivazioni del marchio: Chanel, infatti, dichiara in una nota ufficiale che il motivo di questa scelta è legato per lo più agli standard che la maison si impone riguardo ai materiali impiegati. “Controlliamo costantemente la nostra supply chain per assicurarci che incontri le nostre aspettative in termini di integrità e tracciabilità. In questo contesto la nostra esperienza è che sta diventando sempre più difficile procurarsi pelli esotiche che rispondano ai nostri standard etici”. Una questione, quindi, che appare legata più alla provenienza delle pelli che al loro impiego. “L’abbiamo fatto perché era un cambiamento da tempo nell’aria – ha precisato anche Karl Lagerfeld, creative director di lunga data del brand – non è una decisione che le persone ci hanno imposto, è una scelta libera”.

Grande soddisfazione ha espresso all’annuncio di Chanel la Peta, che da anni fa pressione sui grandi marchi internazionali del fashion per la messa al bando dei prodotti di originale animale. “Il 2018 è stato l’anno dei brand che hanno deciso di uscire dall’età della pietra”, ha commentato l’associazione sulla sua pagina Instagram sottolineando che è “ora è tempo per altre aziende, come Louis Vuitton, di seguire la strada aperta dalle iconiche “doppie C” e fare lo stesso”.

Non tutti, però, hanno accolto con entusiasmo questa notizia: gli allevatori di coccodrilli australiani parrebbero infatti sul chi vive, non tanto perché Chanel avesse come principale mercato di approvvigionamento questi territori, ma piuttosto perché la svolta del brand francese potrebbe aprire la strada del cambiamento per altri grandi marchi che, invece, fanno dell’Australia il proprio punto di appoggio per il rifornimento di pelli esotiche.

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