Bari: la fila di centinaia di metri per andare da McDonald’s drive in, inaugura la “fase 2” italiana

Un video racconta l’emblema della “fase 2” nella quale, è chiaro, non abbiamo capito assolutamente nulla

Il quartiere di San Paolo a Bari conta circa 31 mila abitanti e di questi una certa parte la scorsa sera era in fila nelle proprie auto per inaugurare la fase 2 dopo il lockdown, con un bel pranzo da asporto di McDonald’s.

Le immagini postate in un video sulla pagina Facebook di quartiere, mostrano decine e decine di auto che compongono una fila molto lunga per poter raggiungere il sistema “drive-in” della famosa catena di fast food americana. L’autore del video durante la ripresa inveisce contro chi ha preso questa decisione al grido di “Voi non siete normali”. Molte le risposte al video di persone che invece hanno difeso la scelta di poter tornare ad una parziale normalità, garantendo anche un momento di gioia ai più piccoli, proprio grazie a questa gita al fast food.

Nulla è cambiato e nulla cambierà

Queste immagini sono un duro colpo all’idea che la ripresa economica in Italia possa davvero ripassare anche da una maggiore consapevolezza sui consumi. Nonostante sia chiaro, anche se non sempre comunicato nel modo corretto dai media, che questa situazione pandemica sia il frutto di uno sfruttamento delle risorse naturali e degli animali che non hanno eguali nella storia del nostro pianeta, i consumi non cambiano e le immagini che arrivano da Bari diventano emblema della necessità di una rivoluzione vera nella comunicazione del vero problema: il modo in cui l’uomo sta distruggendo il pianeta attraverso i suoi comportamenti, anche e in gran parte, alimentari.

La fila al fast food non è l’unico emblema della assenza di consapevolezza

I nostri consumi sono la soluzione

McDonald non è che il simbolo di una situazione globale. I consumi di ognuno di noi determinano, tramite una lunga catena di cause ed effetti, situazioni gravissime come la crisi climatica in atto. Il climate change rappresenta il filo rosso che collega punti diversi, fra i quali anche la probabilità sempre più alta di nuove e future pandemie. I consumi di carne, derivati e cibo confezionato e di scarsa qualità sono uno dei nodi più importanti da affrontare per cercare di arginare una crisi nella quale stiamo già annegando.


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