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Bambino denutrito, Pinelli: “Scelta vegana è sicura”

Leonardo Pinelli, pediatra esperto in nutrizione

C’è una storia che in queste ore si trova su tutti i quotidiani e i siti di informazione. Riguarda un bambino di undici mesi, ricoverato nell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze per una grave forma di carenza nutrizionale. I genitori del bambino sono vegani: sono loro, secondo l’accusa, ad aver causato la denutrizione del bimbo, reso anch’egli, di fatto, vegano. L’indice è puntato contro il regime alimentare seguito dalla mamma e dal papà, che esclude totalmente alimenti di origine animale.

Prima di tutto, riepiloghiamo i fatti in base a quanto raccontato dai giornali di oggi: all’inizio di questa settimana il neonato stava molto male, i genitori lo hanno portato presso l’ospedale di Pisa (loro sono di un piccolo paese nella provincia toscana), dove le analisi hanno subito rivelato che l’organismo del bimbo era debilitato dalla mancanza di alcune sostanze nutritive. Da qui si è reso necessario il trasferimento presso il centro d’eccellenza nel capoluogo di regione, dove il caso è scoppiato. Il papà e la mamma sono finiti sul registro degli indagati con l’accusa di aver causato malnutrizione al figlio. La Procura, grazie ad alcuni consulenti nominati appositamente per seguire questo caso, deve capire se la denutrizione del minore possa dipendere in qualche modo dall’alimentazione scelta dai genitori per sé e per il piccolo. Bisogna anche capire, ovviamente, se il bambino è stato mai seguito da un pediatra e se è avvenuto lo svezzamento.

Ancora una volta, quindi, il veganismo finisce sul banco degli imputati. Il caso di Pisa è probabilmente ancora lontano dall’essere chiarito, come sempre, ma il suo essere tra le notizie del giorno ci porta a parlarne. Leonardo Pinelli, pediatra vegano molto noto, ha commentato con un post sul proprio profilo Facebook la vicenda. Definisce la notizia «sconcertante», poi aggiunge:«L’alimentazione vegetariana, anche vegana, è ritenuta dalla comunità scientifica (Accademia Americana di Nutrizione e Accademia Americana di Pediatria) sicura, se ben pianificata, in tutte le fasi della vita dell’uomo: gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, adulto e addirittura atleta. Il problema è che in Italia, come in altre nazioni, le Facoltà di Medicina, non prevedono un esame di dietetica e nutrizione, quando il 90% delle malattie gravi dipende da errori nutrizionali».

Quindi, prosegue Pinelli, «i medici, anche pediatri, in presenza di una famiglia vegana, che richiede un divezzamento vegano, lo sconsigliano fortemente, perché ritenuto rischioso, creando inutili allarmismi». Secondo lui, invece, «i bambini divezzati con una alimentazione vegana ben pianificata da pediatri esperti, crescono in modo ideale (stessa altezza e minor massa grassa degli onnivori) e soprattutto con difese immunitarie molto più sviluppate, in quanto il 75% degli anticorpi viene prodotto da batteri probiotici nell’intestino, che crescono e si mantengono in un ambiente a loro favorevole: presenza di fibra e assenza di proteine animali acidificanti».

Il dottor Pinelli conclude: “Per fortuna che in alcune Regioni i pediatri hanno chiesto alle rispettive ASL corsi di formazione, sul divezzamento vegetariano-vegano, perché consapevoli del numero crescente delle richieste da parte dei genitori e della loro inadeguatezza in questo ambito”.

Domenico D’Alessandro

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