Allevamenti intensivi: l’incubo targato Italia – Video

Cosa accade ai 600 milioni di animali allevati ogni anno in Italia: viaggio nell’orrore degli allevamenti intensivi

Allevamenti intensivi Italia

600 milioni di animali vengono allevati in Italia ogni anno. Lombardia, Emilia Romagna e Veneto ne detengono il primato. Quanto si sa del modo in cui vivono? Tra giugno e dicembre 2015, il Team investigativo di Essere Animali ha effettuato delle riprese notturne e proibite in alcuni allevamenti intensivi del nostro paese, tutti a norma di legge. Venti ore di girato che sono confluite in un video dal titolo “Divieto d’accesso”.

Come vivono le macchine metaboliche?
Il risultato finale è scioccante. Maiali allevati nella sporcizia, lasciati morire senza cure e ricoperti di ferite e lacerazioni; vitellini separati dalle loro madri e costretti a crescere per pochi mesi in box solitari prima di essere macellati; polli e tacchini ammassati in migliaia in capannoni enormi senza neanche lo spazio per spostarsi. Su tutto aleggia il rumore, la sofferenza, i lamenti, il caldo e il cattivo odore. Un odore innaturale, crudele, violento, come raccontano i volontari di Essere Animali.

Siamo in Italia non in America
E’ ciò che accade quando gli animali sono ridotti a macchine per la produzione di carne, latte e uova. Ciò che più colpisce, al di là del primo, istintivo senso di orrore e disgusto per le immagini di dolore, è che le scene che vediamo sono state girate non in qualche paese lontano senza nessuna legislazione in materia di salute e rispetto per gli animali, ma in Italia, a pochi chilometri da noi, nell’indifferenza generale.

I numeri dell’industria
Bisogna invece sapere che il 70% delle galline allevate in Italia vivono in gabbia e solo il 5% all’aperto; bisogna sapere che su 433 allevamenti di polli, 426 sono intensivi e contano più di 5.000 animali ciascuno; bisogna sapere che i maiali possono vivere fino a 15 anni in natura, mentre non superano l’anno di vita se destinati all’alimentazione umana. Bisogna sapere tutto questo perché l’informazione è consapevolezza e dalla consapevolezza si sprigiona la possibilità di compiere scelte di vita alternative; essere vegani o vegetariani vuol dire proprio questo: optare per un percorso di vita etico ma soprattutto informato.

Serena Porchera

 

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