Life120, Panzironi è stato denunciato dall’Ordine dei Medici di Roma

Adriano Panzironi, giornalista, suggerisce di mangiare molta carne per vivere bene e di assumere dalle 40 alle 46 pastiglie al giorno. Ma cosa dicono le evidenze scientifiche?

panzironi vivere 120 anni

Aggiornamento del 15 giugno 2018

Adriano Panzironi, giornalista, è stato denunciato dall’Ordine dei Medici del Lazio per “esercizio abusivo della professione”. A confermarlo sulle pagine di La Repubblica, il presidente dell’Ordine, Antonio Magi. La Procura di Roma aveva già aperti un fascicolo sulle attività di Panzironi legate al metodo da lui inventato e chiamato “Life 120” che prevede l’assunzione di circa 40 pillole di integratori al giorno per garantirsi una vita lunga e in salute, abbinando questa prescrizione ad una dieta a base di proteine, simile per impostazione a quelle definite “paleo”.

Magi spiega: “Gli esposti sono arrivati da medici e non solo e l’Ordine è obbligato, in quanto organo sussidiario dello Stato a intervenire. E ha dovuto segnalare la vicenda alla Procura in quanto negli esposti ricevuti si mette in evidenza che nelle trasmissioni si danno terapie, si consiglia di prendere integratori”. Il presidente dell’Ordine dei Medici romano ha spiegato, inoltre, che sono stati convocati anche molto medici che consigliavano il metodo Panzironi. La questione, viene spiegato, è soltanto una: su quali basi scientifiche e verificate venga somministrata una terapia, ed è questo che l’Ordine ha chiesto di spiegare ai colleghi.

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Che cosa è Life 120

Seguire una dieta paleo e assumere integratori per vivere fino a 120 anni: questi sono i consigli che Adriano Panzironi – giornalista e imprenditore, senza nessuna competenza in fatto di medicina e nutrizione – dispensa in tv sulle emittenti locali, promuovendo il cosiddetto “metodo Panzironi”. Un tipo di propaganda condannata dall’Adi (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), che a seguito dell’appello da parte di società scientifiche che si occupano di alimentazione, ha chiesto al Ministero della Salute di istituire un’Autorità di vigilanza che regoli e sanzioni il mercato delle diete propagandato attraverso i media e i social network.

Dieta paleo, metodo Panzironi e Life 120: di cosa si tratta?

Come già detto, Adriano Panzironi è un giornalista che da qualche tempo a questa parte afferma di aver “inventato” una sorta di dieta miracolosa, capace di far regredire malattie degenerative gravissime come l’Alzheimer e perfino di consentire a chi la segua di vivere fino a 120 anni. Il “metodo Panzironi” è illustrato nel libro “Vivere 120 anni, le verità che nessuno vuole raccontarti”, pubblicato da Wte Editore (non esiste sito o altri libri di questo editore) che il giornalista ha scritto a quattro mani con il fratello gemello, Roberto, come lui stesso spiega nell’introduzione del volume.

Nel suo libro Panzironi invita i lettori a seguire una dieta paleolitica, ma di cosa si tratta esattamente? Quello paleolitico è un regime alimentare basato sul consumo dei soli alimenti disponibili nella preistoria – quindi nessun cibo coltivato o derivante da animali da allevamento – e nel quale gran parte della calorie derivano da carne, pesce e molluschi. Sono ammessi miele, verdura, poca frutta e bacche, ma è escluso totalmente il consumo di carboidrati – quindi anche di cereali, tuberi e legumi – perché considerati fonte di malattie. Questi ultimi sono da sostituire, seguendo il “metodo Panzironi”, con la linea di integratori “Life 120” da lui stesso commercializzata. In tutto ciò, il giornalista non manca di puntare il dito contro la dieta mediterranea, considerata responsabile delle malattie degenerative moderne.

“Se un medico facesse in pubblico le stesse affermazioni di un simile personaggio, in poco tempo dovrebbe rispondere giustamente al consiglio disciplinare dell’Ordine – ha affermato Antonio Caretto, presidente Adi – Mentre personaggi mediatici come Lemme o Panzironi continuano ad aggirarsi nei salotti televisivi mettendo a rischio la salute della popolazione e senza incorrere in procedimenti disciplinari”. La richiesta dell’Adi è dunque quella che un organo di vigilanza controlli quanto affermato tramite i media in fatto di alimentazione e “che agisca con pesanti sanzioni su chi millanta metodi privi di alcun fondamento scientifico e non conformi alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

Non sono mancate le parole di condanna anche da parte di Barbara Paolini, Vicesegretario Adi: “Dietro alle nutrition fake, ovvero i falsi programmi di dimagrimento che bombardano i social network, si nasconde il più delle volte un business fatto di integratori, pillole e pasti sostitutivi privi di alcuna validità“. E ancora: “Profili di giovani ragazze senza evidenti titoli di studio promuovono, attraverso immagini di dimagrimento miracolosi e testimonianze non verificabili, integratori o beveroni di vario genere e ricette “detox” poco equilibrate. Con l’aiuto di un’autorità di vigilanza che certifichi i programmi riconosciuti dalla comunità scientifica e blocchi i profili a rischio, i danni per la salute potrebbero venire sicuramente limitati”.

Integratori: spezie, vitamine e olio di pesce: dalle 40 alle 46 pillole al giorno

Sul sito è possibile anche vedere la posologia degli integratori consigliati nel libro. Si tratta di 9 tipologie di pastiglie fra vitamine, spezie, aminoacidi e olio di pesce. Secondo il piano indicato nel libro è necessario dover assumere fra le 40 e le 46 compresse di integratori al giorno. Solo nel caso della vitamina D viene suggerito di controllare con esami del sangue la necessità di consumare questi prodotti. Uno dei barattoli contiene praticamente solo spezie: chiodi di garofano, pepe nero, curcuma, cannella, origano, zenzero, cannella. Vitamine come la C si suggerisce che vengano assunte con integratori solamente perché “gli alimenti di oggi non sono più quelli utilizzati 100.000 anni fa e, come se non bastasse, il nostro ambiente è notevolmente peggiorato. Infatti la frutta e la verdura sono coltivate in terreni sfruttati da centinaia di anni, avendo perso così molti elementi nutritivi […] Tutto ciò testimonia che pur mangiando le stesse quantità di alimenti di un uomo paleolitico, ci troveremmo già in deficienza nutritiva.”

“Competenze, non sono necessarie”

Il concetto espresso da Panzironi nell’introduzione del libro è chiara: per poter scrivere un libro che suggerisce una scelta alimentare e un programma di integrazione con prodotti venduti direttamente dalla stessa Life 120 Srls, non serve essere medici ma raccogliere le fonti di medici e studi che raccontano il piano alimentare. Una sorta di lavoro di cronaca, quindi, che un giornalista è assolutamente in grado di fare. Ma intanto Antonio Caretto, presidente ADI  sostiene: “Se un medico facesse in pubblico le stesse affermazioni di un simile personaggio in poco tempo dovrebbe rispondere giustamente al consiglio disciplinare dell’Ordine – dichiara  – Mentre personaggi mediatici come Lemme o Panzironi continuano ad aggirarsi nei salotti televisivi mettendo a rischio la salute della popolazione e senza incorrere in procedimenti disciplinari. Chiediamo pertanto al Ministero della Salute l’istituzione un organo di vigilanza che tenga monitorato questo genere di trasmissioni e che agisca con pesanti sanzioni su chi millanta metodi privi di alcun fondamento scientifico e non conformi alle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità.”

Dieta vegana VS dieta paleo: cosa dicono le evidenze scientifiche?

Nessuna evidenza scientifica, dunque, avvalora la tesi sostenuta da Adriano Panzironi, che anzi risulta in contrasto con quanto affermato dall’OMS: mentre i dettami della dieta paleo prevedono di consumare grandi quantità di carne, infatti, le istituzioni raccomandano di ridurne il consumo, alla luce anche di quanto affermato dall’OMS nel 2016. Come ricorderete, infatti, questo ente internazionale ha classificato come cancerogeno umano certo la carne lavorata – al pari di alcol e sigarette – e come cancerogeno umano probabile quella rossa.

Da ricordare, inoltre, che la dieta ideale per il nostro organismo è quella mediterranea, almeno nella sua vecchia accezione. Come affermava infatti ai nostri microfoni il dottor Mario Berveglieri, “il problema generale del nostro paese è che molti hanno dimenticato che per millenni, fino a due generazioni fa, tutti seguivano la dieta mediterranea, che di fatto è quasi vegetariana. L’uso di carne nella dieta mediterrana “vera”, infatti, è praticamente assente e l’apporto nutritivo è basato fondamentalmente sugli stessi cibi che fanno parte della dieta vegana (ovvero frutta, verdura, legumi, cereali integrali e semi oleaginosi)”.

Molteplici, poi, sono gli studi che testimoniano la bontà delle diete a base vegetale per il nostro organismo: pensiamo, per esempio, a quello pubblicato di recente su Molecular Nutrition and Food Research, secondo il quale bastano 48 ore di dieta vegana migliorare la salute. Non solo, a livello internazionale, la più importante associazione di alimentazione dice “sì” alle diete a base vegetale, ma anche il Ministero della Salute italiano ha dato il via libera alle diete “veg”, da seguire grazie anche ai consigli della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV).

 

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