Questa scuola in Svezia serve solo pasti vegani, la preside ci spiega perché

Osare, superare i pregiudizi e fare in modo che gli studenti siano capaci di fare davvero la differenza maturando una vera libertà di pensiero: ecco il modello di questa scuola svedese

Si trova in Svezia, nella splendida cornice dell’Haga Park, a Solna, ad alcuni chilometri di distanza da Stoccolma. Sembra una sontuosa villa immersa in un parco naturale, ma in realtà è una scuola. Anzi, Hagaskolan è la prima scuola dei Paesi nordici a offrire ai propri studenti un menu completamente vegano. Nata nel 2006 con una prima sede nella capitale, dal 2018 Hagaskolan si è spostata in un luogo che fosse ancor più rappresentativo della filosofia di insegnamento che si vuole trasmettere agli alunni: primo cardine è infatti il rispetto della natura e dell’ambiente. I giovani studenti, che hanno un’età che varia dai 9 ai 15 anni, ogni anno approfondiscono in classe un tema specifico legato alla salvaguardia dell’ecosistema e portano avanti iniziative dedicate alla tutela dell’ambiente.

Vegolosi ha avuto la possibilità di mettersi in contatto con la Preside, Veronica Blixt Myrsell, e non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione per porle qualche domanda sulla scelta del menu scolastico, privo di alimenti di origine animale.

La prima domanda è quasi scontata, ma necessaria: perché avete scelto di offrire un menu vegano ai vostri studenti?

L’intero consiglio scolastico ha optato per questa scelta sia per motivi legati alla salute sia per questioni relative allo sviluppo ambientale. Vogliamo che gli alunni, una volta lasciata la scuola per proseguire gli studi, siano capaci di fare davvero la differenza e abbiano maturato una vera e propria libertà di pensiero.

Quanto spesso cambiate il menu, cosa offrite e come scegliete i piatti?

Il menu viene cambiato di settimana in settimana e include piatti provenienti da diverse tradizioni culinarie: ci sono i mac&cheese vegani, le samosa, i tacos, il pad thai e molte zuppe. Spesso sono gli stessi studenti a chiedere l’introduzione di un nuovo piatto e a proporlo, ma spetta allo chef la decisione finale, affinché il menu sia sempre completo e nutriente.

Qual è l’opinione degli studenti e dei loro genitori?

Sicuramente, all’inizio, ci sono stati alcuni dubbi in merito alla scelta di un menu 100% vegano. Sono state quindi fondamentali la maggiore consapevolezza da parte degli studenti dell’impatto che le nostre scelte hanno sull’ambiente e una migliore conoscenza della dieta vegana da parte dei genitori. Gli alunni sono così soddisfatti dei piatti proposti, da volere solo alimenti di origine vegetale a tavola!

Ha qualche consiglio o suggerimento per i presidi che desiderano seguire le orme di Hagaskolan?

Osate! Parlate con gli studenti e con i genitori del perché sia importante fare questo cambiamento, tenete in considerazione qualsiasi riflessione da parte dei vostri interlocutori, ma rimanete fermi sulla vostra posizione.

In Italia il numero di adolescenti che adottano una dieta vegana è in aumento, ma di pari passo crescono anche certi pregiudizi. Qual è stata la sua esperienza diretta?

In passato c’erano molti pregiudizi anche in Svezia e molti ancora ce ne sono. A oggi circolano convinzioni errata riguardo all’introduzione di certi nutrienti nella dieta vegana, si ritiene che la carne sia l’unica fonte di proteine, per esempio. Ma c’è anche maggiore informazione e il pregiudizio si è ridotto. Oggi sono numerose le persone svedesi che scelgono una dieta vegana, non solo per ragioni di salute, ma anche per motivi legati all’ambiente e al suo sviluppo. E forse questo secondo aspetto è ancor più importante.

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